Il caso del rinnovo della concessione demaniale marittima per i depositi costieri della Meridionale Petroli a Vibo Marina approda a un passaggio cruciale. L’Autorità di Sistema Portuale per i Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha infatti rinnovato per altri 20 anni la concessione all’industria, definita “a rischio di incidente rilevante” e situata nel pieno del centro abitato della popolosa frazione marina. Il provvedimento è stato pubblicato sull’albo online dell’Autorità l’11 febbraio scorso e, nonostante un eloquio finale definito “ingannevole”, Italia Nostra a.p.s. (Sezione di Vibo Valentia) ritiene, in via cautelativa, che si tratti dell’atto definitivo.
La proposta tecnica al sindaco
Italia Nostra ha presentato una proposta “fattiva, tecnica e concreta” al sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, in qualità di massima Autorità locale a tutela della salute e dell’incolumità pubblica. L’invito è quello di opporsi formalmente al rinnovo della concessione ai sensi dell’art. 14 quinquies della L. n. 241/1990. La norma in questione permette di inoltrare un atto di opposizione motivato alla presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, entro 10 giorni dalla comunicazione delle decisioni dell’Autorità Portuale.
Le conseguenze dell’opposizione
L’invio di tale atto determinerebbe automaticamente: la sospensione dell’efficacia della determinazione della conferenza di servizi dello scorso 19.12.2025 e l’obbligo per la Presidenza del Consiglio di indire, entro 15 giorni, una riunione tra le amministrazioni interessate (favorevoli e contrarie) per cercare una soluzione condivisa che sostituisca la precedente determinazione. In caso di mancata intesa, la questione verrebbe trattata direttamente dal Consiglio dei Ministri nella prima seduta utile.
Il nodo del parere favorevole “condizionato”
Italia Nostra fa sapere che l’”opposizione è una facoltà riservata a chi ha espresso dissenso motivato prima della chiusura della conferenza di servizi. Sebbene il sindaco Romeo avesse espresso parere favorevole, lo aveva fatto alla condizione che la durata della concessione fosse limitata a soli 30 mesi circa, per permettere una delocalizzazione ordinata. Poiché l’Autorità Portuale ha concesso 20 anni, Italia Nostra rileva che la condizione posta dal Sindaco non si è verificata, rendendo dunque il suo consenso non effettivo”.
Rischi per la popolazione
Sempre a giudizio di Italia Nostra, “le motivazioni dell’opposizione vertono sulla sicurezza: la permanenza dei depositi sottoporrebbe circa 6.000 abitanti a rischi gravissimi. Secondo i dati tecnici, un possibile incidente rilevante coprirebbe aree di ricaduta con effetti letali o danni irreversibili su quasi il 70% del territorio abitato, a causa della vicinanza a zone densamente popolate e del potenziale ‘effetto domino’”.
La scadenza
Il termine ultimo per formulare l’opposizione è stimato per il 21 febbraio, salvo che la comunicazione ufficiale dei provvedimenti al Sindaco non sia avvenuta in data tale da far già scadere i 10 giorni previsti.


