La gestione della vicenda dei depositi costieri della Meridionale Petroli di Vibo Marina entra in una fase delicata. La CISL Magna Grecia, insieme alle federazioni FIT CISL e FEMCA CISL Calabria, rompe il silenzio per denunciare un clima di incertezza e confusione che sta gravando pesantemente sul sistema produttivo locale e, soprattutto, sul futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.
Una contrapposizione che frena la città
Secondo le sigle sindacali, lo scontro in atto tra l’amministrazione comunale e la società Meridionale Petroli ha generato uno stallo non più sostenibile. La CISL sottolinea dunque la necessità di riportare il confronto su un binario di responsabilità, chiedendo al Comune di esercitare appieno il proprio ruolo con il sostegno di tutte le forze politiche, superando dinamiche estranee all’interesse collettivo. “Vibo Valentia non può permettersi di perdere ulteriori opportunità”, si legge nella nota del sindacato, che punta l’accento sulla necessità di chiudere la partita garantendo standard di sicurezza elevati e prospettive di crescita per l’intera area.
La proposta: un tavolo con istituzioni e aziende
Per uscire dall’impasse, la CISL Magna Grecia propone la convocazione di un tavolo unitario che veda la partecipazione di CGIL e UIL, dell’amministrazione comunale e dell’azienda stessa. L’obiettivo è definire un percorso condiviso basato su tre pilastri definiti “non negoziabili”:
– Tutela occupazionale: salvaguardia dei livelli di impiego attuali.
– Sostenibilità ambientale: rispetto del territorio e della sicurezza.
– Sviluppo territoriale: garanzia di una visione di crescita per il futuro di Vibo Marina.
In conclusione, i sindacati rivolgono un appello a tutti gli attori in campo affinché si passi “da un confronto formale a uno vero e concreto, capace di individuare in tempi rapidi soluzioni nell’esclusivo interesse della città”.


