Si sono svolte nella cornice solenne della Basilica Cattedrale di Mileto le esequie di don Bruno Cannatelli, colonna del clero calabrese tornato al Padre all’età di 85 anni. La celebrazione, presieduta dal vescovo monsignor Attilio Nostro nel giorno di San Giuseppe, ha raccolto attorno all’altare una comunità commossa, composta da fedeli, autorità civili e rappresentanti del volontariato, tutti uniti nel ricordo di un uomo che ha fatto della carità operosa il proprio sigillo sacerdotale.
Una vita spesa per gli ultimi
Nato a Gerocarne nel 1941, don Bruno aveva ricevuto l’ordinazione nel 1966. In quasi sessant’anni di ministero, ha incarnato quel modello di “pastore con l’odore delle pecore” tanto caro al magistero di Papa Francesco. Il suo nome resterà indissolubilmente legato alla Caritas diocesana, che ha guidato con lungimiranza per vent’anni, dal 1988 al 2008, trasformando l’assistenza episodica in un sistema di accoglienza strutturato e dignitoso.
Oltre i confini della parrocchia
La missione di don Cannatelli non si è mai esaurita tra le mura delle chiese. La sua è stata una presenza profetica nel tessuto sociale, capace di intercettare le nuove povertà attraverso intuizioni concrete:
– Associazione “Abraham”: un porto sicuro per l’integrazione e il supporto ai migranti.
– I “Buoni Samaritani”: una rete di assistenza domiciliare dedicata agli anziani e ai malati soli.
Monsignor Nostro, durante l’omelia, ha tratteggiato il profilo di un sacerdote mite ma incisivo, la cui determinazione nel difendere i diritti dei più fragili lo ha reso un punto di riferimento per l’intera Calabria.
L’ultimo viaggio verso Gerocarne
Al termine del rito funebre, il feretro è stato traslato presso il cimitero di Gerocarne, suo paese natale. Don Bruno riposerà nella cappella di famiglia, chiudendo simbolicamente un cerchio esistenziale iniziato ottantacinque anni fa e vissuto interamente all’insegna del servizio. La Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea perde un testimone credibile, ma eredita un patrimonio di opere e di fede che continuerà a dare frutti nel segno della fratellanza universale.


