Nuovi segnali di allarme arrivano da Vibo Valentia, dove nelle ultime ore si sono registrati ulteriori episodi intimidatori riconducibili a richieste estorsive. Proprio stamattina, in Prefettura, si è svolta una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Come riportato da Giuseppe Baglivo su Il Vibonese, due distinti messaggi manoscritti, contenenti minacce esplicite finalizzate alla richiesta di una “mazzetta”, sono stati rinvenuti davanti agli ingressi di due centri scommesse situati nella centralissima via Dante Alighieri. Si tratta delle agenzie Intralot ed Eurobet.
I biglietti sono stati scoperti dai titolari delle attività, che hanno immediatamente presentato denuncia ai Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia. Le forze dell’ordine hanno così avviato le indagini per risalire agli autori delle intimidazioni e chiarire il contesto in cui si inseriscono i nuovi episodi.
Gli altri episodi
Quelli delle ultime ore non appaiono casi isolati. Negli ultimi giorni, infatti, la città e l’area limitrofa sono state interessate da una serie di fatti inquietanti. Un altro manoscritto minatorio era stato lasciato sul parabrezza dell’auto dell’imprenditore edile Francesco Patania.
Sempre nei giorni scorsi, una bottiglia contenente liquido infiammabile è stata rinvenuta davanti all’ingresso della macelleria Chiarello, nel quartiere Affaccio, mentre diversi incendi hanno colpito beni e attività tra Vibo Valentia e Vena di Jonadi. In particolare, il fuoco è stato appiccato a tre autovetture – una di proprietà del titolare di una pasticceria operante nel capoluogo e un’altra riconducibile alla titolare di una farmacia – oltre al cantiere allestito presso la scuola Buccarelli per la realizzazione della mensa scolastica.
Episodi differenti per modalità e obiettivi, ma che sembrano accomunati da una medesima matrice: l’imposizione del pagamento di somme di denaro per garantire una presunta “tranquillità” agli operatori economici. Una pratica storicamente radicata nel territorio vibonese e considerata, da sempre, una delle principali fonti di guadagno per i clan.
Prestigio criminale
Già nei primi anni Ottanta, un rapporto di polizia giudiziaria evidenziava come il controllo della città di Vibo Valentia rappresentasse non solo una forma di prestigio criminale, ma soprattutto una facile occasione di arricchimento attraverso il sistema delle estorsioni. Da allora il panorama criminale è mutato più volte, passando anche attraverso una spartizione del territorio tra diversi gruppi, fino alla maxioperazione Rinascita Scott che ha portato alla sbarra vertici e affiliati della ‘ndrangheta locale.


