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Monterosso Calabro premiata alla Camera: il “Passaggiu de Vuti” tra le eccellenze nazionali delle Pro Loco

Nella Sala della Lupa assegnato il Marchio di Qualità EPLI 2026 che riconosce il valore culturale, identitario e turistico della storica pratica devozionale dedicata alla Madonna del Soccorso

Un riconoscimento di alto profilo istituzionale, nel cuore simbolico della Repubblica, consacra una delle espressioni più profonde della tradizione popolare calabrese. La Pro Loco di Monterosso Calabro ha ricevuto alla Camera dei Deputati, nella prestigiosa Sala della Lupa, il Marchio di Qualità EPLI 2026 per la categoria “Pietà, Culto e Tradizione Popolare”, grazie al lavoro di studio, ricerca e valorizzazione dedicato al “Passaggiu de Vuti” alla Madonna del Soccorso.

La cerimonia di assegnazione dei Marchi di Qualità dell’Ente Nazionale Pro Loco Italiane, considerati a tutti gli effetti gli “Oscar” delle Pro Loco italiane, si è svolta in uno dei luoghi più significativi della storia istituzionale del Paese: proprio nella Sala della Lupa, infatti, il 10 giugno 1946 venne proclamata la nascita della Repubblica Italiana.

Trenta riconoscimenti in tutta Italia

Sono stati trenta i Marchi assegnati da EPLI, Rete Associativa di Terzo Settore, suddivisi in quattro categorie: Pietà, Culto e Tradizione Popolare, Palii, Cortei e Rievocazioni Storiche, Carnevali Autentici e Sagre di Eccellenza.

Tra questi, spicca il riconoscimento attribuito a Monterosso Calabro per una pratica devozionale che ogni anno, la prima domenica di luglio, si rinnova nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Vergine del Soccorso, co-patrona del centro delle pre-serre vibonesi. Il premio valorizza il percorso portato avanti dalla Pro Loco attorno a una tradizione che, nel tempo, ha assunto un rilievo non soltanto religioso, ma anche antropologico, culturale e identitario.

A ritirare il Marchio, una delegazione composta dal presidente della Pro Loco Soccorso Capomolla, dal sindaco di Monterosso Calabro Antonio Giacomo Lampasi, dal parroco don Angelo Facciolo e dalla presidente di EPLI Calabria Giuseppina Ieraci.

Capomolla: non è solo un simbolo, ma un sigillo sulla nostra identità

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Soccorso Capomolla, che ha sottolineato come il Marchio ottenuto non rappresenti un semplice riconoscimento formale, ma certifichi il valore di una tradizione radicata nel patrimonio culturale immateriale della comunità monterossina.

Secondo Capomolla, il “Passaggiu de Vuti” è una delle forme più autentiche di devozione popolare, capace di tenere insieme fede, memoria, storia e partecipazione collettiva, elementi che nel tempo hanno contribuito a definire il volto culturale del territorio e a rafforzare il senso di appartenenza della popolazione locale.

Il presidente della Pro Loco ha inoltre evidenziato come questa pratica, oltre al suo spessore spirituale e identitario, rappresenti oggi anche un importante fattore di attrattività culturale e turistica. In particolare, ha richiamato il potenziale crescente del turismo delle radici, capace di riportare nei luoghi d’origine molti discendenti dell’emigrazione italiana, e del turismo esperienziale, sempre più orientato alla scoperta delle tradizioni vive e autentiche dei territori.

Ringraziamenti a EPLI, al prof. Cinquegrana e alla comunità

Nel suo intervento, Capomolla ha rivolto un sentito ringraziamento all’Ente Nazionale Pro Loco Italiane per il prestigioso riconoscimento, esprimendo stima e gratitudine nei confronti del presidente nazionale Pasquale Ciurleo, al quale ha attribuito il merito di aver trasformato il mondo delle Pro Loco da semplice realtà aggregativa a un vero e proprio sistema organizzato. Un ringraziamento particolare è stato poi riservato all’antropologo professor Giuseppe Cinquegrana, che ha coordinato i lavori di ricerca e curato la pubblicazione “I Vuti alla Madonna del Soccorso di Monterosso Calabro”, testo che ha contribuito a consolidare e documentare il percorso di valorizzazione della tradizione.

Capomolla ha quindi esteso il riconoscimento a tutti coloro che, negli anni, hanno contribuito alla tutela e alla promozione del rito: la Parrocchia, i soci e i volontari della Pro Loco, gli studiosi, le associazioni, le confraternite e soprattutto l’intera comunità di Monterosso Calabro, indicata come vero cuore pulsante di questa eredità culturale.

Ora l’obiettivo è la De.Co.

Il presidente della Pro Loco ha infine rimarcato come il Marchio di Qualità EPLI rappresenti anche un’assunzione di responsabilità per il futuro, spronando l’associazione a proseguire nel lavoro di studio e valorizzazione. Un impegno che, ha spiegato, si inserisce in maniera coerente nella vocazione statutaria del Polo Museale in dotazione alla comunità monterossina, articolato nelle due strutture del Museo della Civiltà Contadina e Artigiana della Calabria e del Museo La Filanda.

Proprio in questa direzione, e grazie alla disponibilità già manifestata dal sindaco Lampasi, la Pro Loco punta ora a un nuovo traguardo: l’ottenimento della De.Co. (Denominazione Comunale di origine), ulteriore strumento di riconoscimento e tutela per una tradizione che continua a rappresentare un patrimonio vivo del territorio.

Una cerimonia di alto profilo istituzionale

La cerimonia è stata presieduta dal presidente nazionale EPLI Pasquale Ciurleo e ha visto la partecipazione di numerosi parlamentari e rappresentanti istituzionali. A moderare i lavori è stata la giornalista di Rainews24 Patrizia Morgani. Per Monterosso Calabro, il Marchio di Qualità 2026 non è soltanto una vetrina nazionale, ma il riconoscimento ufficiale di una tradizione che continua a parlare al presente: una pratica di fede popolare che custodisce memoria, rafforza identità e apre nuove prospettive di promozione culturale e turistica.

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