Disagi, rabbia e incertezza. È questo il quadro che si è presentato ieri mattina nel reparto di Neurologia dell’ospedale Jazzolino, uno dei fiori all’occhiello del presidio vibonese, diretto dal primario Franco Galati, ma oggi alle prese con una grave carenza di personale medico.
A raccontare quanto accaduto è anche la Gazzetta del Sud oggi in edicola, con un articolo firmato da Maria Novella Imeneo, che ricostruisce una mattinata segnata da disservizi e proteste. Una decina di pazienti, muniti di prenotazione e spesso in attesa da mesi, si è vista annullare la visita senza alcuna alternativa immediata.
Solo emergenze, attività ordinaria paralizzata
Il reparto ha garantito esclusivamente le prestazioni urgenti, sospendendo di fatto tutta l’attività ambulatoriale programmata. Una scelta obbligata, determinata dalla mancanza di medici disponibili a coprire i turni, che ha inevitabilmente lasciato scoperta una fetta importante dell’assistenza sanitaria. Per i pazienti coinvolti, il disagio è stato doppio: oltre alla visita saltata, nessuna certezza sui tempi di riprogrammazione. Un limbo che rischia di allungare ulteriormente liste d’attesa già critiche, con ripercussioni dirette sulla salute degli utenti.
Disguidi e burocrazia: proteste in direzione
Non sono mancate le proteste. Diversi cittadini si sono recati negli uffici della direzione sanitaria per chiedere spiegazioni e ottenere chiarimenti su quanto accaduto. Secondo quanto emerso, all’origine del disservizio ci sarebbero disguidi burocratici legati alla gestione del personale, una problematica che, nell’Azienda sanitaria provinciale vibonese, non rappresenta certo una novità.
Il risultato, ancora una volta, è un sistema che fatica a reggere il peso delle carenze strutturali, scaricando sui cittadini inefficienze e ritardi. E mentre le urgenze continuano a essere garantite, resta aperta la questione più ampia: quella di una sanità che, senza interventi immediati, rischia di non riuscire più a garantire nemmeno l’ordinario.


