Con l’estate che ormai scivola via, l’Arpacal effettua controlli sulla balneabilità delle acque. I risultati, pubblicati con tempestività, mettono a nudo i ‘guai’ esistenti in più punti della costa calabrese. Non si salva ancora una volta il litorale nicoterese che ha un unico punto debole: lo specchio d’acqua putrida a ridosso della foce del fosso San Giovanni. Una bomba ecologica segnalata da anni nell’indifferenza generale e che ora tocca livelli d’inquinamento che costringono il sindaco Pino Marasco ad emettere un divieto di balneazione che non potrà non avere riflessi negativi sul prosieguo della stagione estiva.
L’ordinanza sindacale, la n.19/2026, è la conseguenza della massiccia presenza di escherichia coli (3784 Mpn/100ml a fronte di un limite massimo di 500 Mpn/100ml) e di enterococchi intestinali (2603 Mpn/100ml a fronte di un massimo di 200 Mpn/100m ). Da rimarcare, comunque, che tra le acque inquinate e il mare c’è un fronte sabbioso di alcune decine di metri che attenua vistosamente ogni possibile rischio per i bagnanti. Il divieto di balneazione si estende per un raggio di cinquanta metri nella zona antistante la foce del fosso San Giovanni e gli uffici competenti provvederanno a mettere l’area in sicurezza mediante apposita segnaletica.




