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Nicotera, operatori ecologici a lavoro ma tra Muraca e Slai Cobas è scontro aperto

Il segretario provinciale Nazzareno Piperno replica a muso duro alle accuse di istigazione allo sciopero mossegli dall'azienda lametina

Muraca srl e Slai Cobas ai ferri corti. Dopo l’astensione da lavoro posta in essere da nove lavoratori di Nicotera che dallo scorso novembre non ricevevano la retribuzione e una giornata di sciopero indetto dallo Slai Cobas a sostegno dei loro diritti, gli stessi operatori ecologici avevano comunicato la volontà di tornare al loro posto ricevendo un inatteso stop da parte dell’azienda. Stop che sarebbe stato dettato da motivi organizzativi. Al momento, comunque, i lavoratori hanno ripreso a lavorare e hanno anche incassato un mese di arretrati, ma tra la Muraca e lo Slai Cobas ha preso quota una polemica senza esclusione di colpi.

Gli strali di Piperno

All’intervento prodotto dall’azienda lametina, che aveva scaricato le colpe dei ritardati pagamenti sui Comuni e sulle stesse forze sindacali, infatti, ora replica a muso duro Nazzareno Piperno, segretario provinciale dello Slai Cobas. E i toni non sono certo morbidi. Piperno lancia i suoi strali per denunciare sia la ritardata riammissione in servizio degli operatori della nettezza urbana che si erano astenuti dal servizio autonomamente e in autotutela sia i contenuti delle lettere inviate ai nove lavoratori “protestanti” per chiedere loro di giustificare il perché del loro comportamento, con il probabile intento di avviare provvedimenti disciplinari. Respinge anche le accuse rivolte al sindacato di base che non interverrebbe sui Comuni per sollecitarli a versare il dovuto all’azienda lametina.

Nessuna istigazione

“Noi, e che la Muraca s.r.l lo sappia, combattiamo le nostre battaglie – spiega Piperno – e ci spendiamo e lo faremo sempre per tutelare i diritti dei lavoratori. Con gli enti locali e con le stazioni appaltanti , al di là di un normale dialogo e confronto, non abbiamo e non dobbiamo avere rapporti”. E questo anche perché “le difficoltà, se esistono – prosegue – non esonerano l’azienda dal dovere di retribuire i lavoratori che certo non possono contare come altri su redditi di migliaia per non dire di centinaia di migliaia di euro al mese”. Il segretario dello Slai Cobas respinge al mittente anche le accuse di aver istigato i lavoratori a scioperare o a mettersi in malattia per avere qualche iscritto in più giudicando le stesse “farneticazioni vere e proprie che evidenziano la confusione che regna sovrana nella Muraca”.

Lavoratori vessati

Esorta, altresì, la stessa Muraca a valutare cosa ci possa essere alla base dell’aumentare delle assenze dei lavoratori. Assenze che, per Piperno, potrebbero dipendere “dallo stress e dall’usura psicofisica che i netturbini subiscono perché non vengono pagati o perché sono costretti spesso a lavorare per due”. Precisa che dietro l’aumento degli iscritti al sindacato c’è solo “una crescente domanda di tutela da parte dei lavoratori che si sentono esposti alla tempesta di comportamenti aziendali che li vessano e li privano dei diritti”.

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