No al lavoro nelle ore più calde, Occhiuto adotta un’ordinanza

Con le temperature che toccano picchi elevati, la Regione ha deciso di scendere in campo per proteggere la salute di chi opera all'aperto
lavoro

Sospiro di sollievo per migliaia di lavoratori in Calabria. Con l’estate che bussa alle porte e le temperature che toccano picchi elevati, la Regione Calabria ha deciso di scendere in campo per proteggere la salute di chi opera all’aperto. Il presidente della Giunta Regionale, Roberto Occhiuto, ha firmato oggi un’ordinanza contingibile e urgente (scarica qui) che introduce misure di prevenzione cruciali per il settore agricolo, florovivaistico e per i cantieri edili.

L’innalzamento delle temperature, unito all’umidità e all’esposizione prolungata ai raggi solari, può causare stress termico e, nei casi più gravi, veri e propri colpi di calore, con conseguenze che possono essere anche fatali. I settori agricolo, florovivaistico ed edile sono i più esposti, con lavoratori che spesso non hanno modo di ripararsi dalla calura nelle ore più roventi della giornata.

L’innalzamento delle temperature, unito all’umidità e all’esposizione prolungata ai raggi solari, può causare stress termico e, nei casi più gravi, veri e propri colpi di calore, con conseguenze che possono essere anche fatali. I settori agricolo, florovivaistico ed edile sono i più esposti, con lavoratori che spesso non hanno modo di ripararsi dalla calura nelle ore più roventi della giornata.

L’ordinanza, la numero 1 del 10 giugno 2025, stabilisce un divieto di lavoro tra le ore 12:30 e le 16:00 su tutto il territorio regionale. Questa limitazione sarà attiva con effetto immediato e si protrarrà fino al 31 agosto 2025.

La decisione della Regione è stata presa in via d’urgenza, in attesa di un accordo più strutturato tra datori di lavoro e sindacati. Un tavolo di confronto che la Regione stessa si impegna a promuovere, per trovare soluzioni che possano tutelare la salute dei lavoratori in modo ordinario e continuativo.

La mancata osservanza delle nuove disposizioni comporterà sanzioni come previsto dalla legge, in particolare l’articolo 650 del codice penale, a meno che il fatto non costituisca un reato più grave. Sono previste alcune eccezioni: le limitazioni non si applicano per interventi urgenti e improrogabili, indispensabili al ripristino di servizi essenziali, ad esempio in caso di guasti o emergenze.

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