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“Non c’è Amore più grande”: a Vena di Jonadi il musical sulla Passione di Gesù

L’edizione di quest’anno segna una svolta rispetto al passato: la rappresentazione abbandona la formula della Passione itinerante tra i diversi luoghi del paese per trasformarsi in uno spettacolo a scene fisse, ospitato interamente all’interno del salone parrocchiale

Un evento atteso, capace di unire fede, arte e coinvolgimento emotivo. Sabato 28 marzo 2026, alle ore 21:00, presso l’Auditorium della Chiesa “Gesù Salvatore” di Vena di Jonadi, andrà in scena il musical “Non c’è Amore più grande”, promosso dall’associazione ArMuS Lab in collaborazione con la parrocchia “Gesù Salvatore” e l’associazione Seme di Speranza. La direttrice artistica è Antonella Furfaro con la sua scuola Armus Lab.

L’edizione di quest’anno presenta una novità significativa rispetto al passato: la rappresentazione non sarà più una Passione itinerante, vissuta tra diversi spazi e ambienti, ma uno spettacolo strutturato in scene fisse all’interno del salone parrocchiale. Una scelta pensata per rendere la narrazione più intensa e raccolta, con un’impostazione quasi cinematografica che valorizza scenografie, luci e interpretazioni in un unico grande spazio capace di coinvolgere il pubblico.

Novità

Tra gli elementi più innovativi dell’edizione 2026 vi è anche l’introduzione di alcune scene bibliche che arricchiscono il racconto e ampliano la prospettiva narrativa. Episodi come le nozze di Cana, con il segno dell’acqua trasformata in vino, o l’incontro con l’adultera, simbolo di misericordia e rinascita, si intrecciano con il percorso della Passione, offrendo uno sguardo più ampio sulla figura di Gesù.

Il musical si distingue anche per la varietà dei linguaggi espressivi. Sul palco si alternano musiche rock, capaci di trasmettere energia e coinvolgimento, a canti più intensi e profondi, che accompagnano i momenti più drammatici e riflessivi della narrazione. Una fusione originale che riesce a parlare a pubblici di tutte le età, rendendo attuale una storia millenaria.

Al centro dello spettacolo rimane la Passione di Gesù, raccontata non soltanto come un evento da ricordare, ma come una realtà viva che continua a interrogare l’uomo di oggi. In quelle scene si riflettono le paure, i tradimenti e le solitudini di ogni tempo, ma anche la possibilità di un amore che non si arrende.

La croce, infatti, non viene presentata solo come simbolo di sofferenza, ma come il luogo in cui l’amore raggiunge la sua espressione più alta: un amore che perdona, accoglie e dona tutto senza trattenere nulla per sé.

“Non c’è Amore più grande” si propone così come un’esperienza intensa e coinvolgente, capace di unire spettacolo e spiritualità, emozione e riflessione. Un appuntamento aperto a tutta la comunità, per lasciarsi toccare da una storia che continua, ancora oggi, a parlare al cuore di tutti.

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