Notte di San Lorenzo a Lamezia tra stelle cadenti e inciviltà

Spiagge trasformate in discariche nonostante appelli, cestini e raccolta differenziata. Serve un cambio di mentalità, non solo di scenario

La magia della Notte di San Lorenzo ha illuminato anche quest’anno il cielo sopra il nostro litorale, regalando emozioni, riti collettivi e speranze affidate alle stelle cadenti. Un momento di suggestione, con centinaia di persone radunate in riva al mare, da Marinella a Cafarone, per vivere insieme uno degli appuntamenti più attesi dell’estate.

Ma all’alba, il sogno si è infranto sulla sabbia. Al posto dei desideri espressi con il naso all’insù, un’amara realtà ha accolto gli operatori ecologici: spiagge disseminate di bottiglie – di vetro e plastica –, cartacce, residui di falò e rifiuti di ogni genere. Un vero e proprio tappeto di inciviltà che ha richiesto interventi straordinari già dalle prime luci del giorno, per restituire dignità e decoro all’arenile.

Ma all’alba, il sogno si è infranto sulla sabbia. Al posto dei desideri espressi con il naso all’insù, un’amara realtà ha accolto gli operatori ecologici: spiagge disseminate di bottiglie – di vetro e plastica –, cartacce, residui di falò e rifiuti di ogni genere. Un vero e proprio tappeto di inciviltà che ha richiesto interventi straordinari già dalle prime luci del giorno, per restituire dignità e decoro all’arenile.

E dire che l’amministrazione comunale, insieme alla Lamezia Multiservizi, aveva lanciato un appello chiaro e accorato nei giorni precedenti: “Vivere la magia della Notte dei Desideri senza trasformarla nell’alba dei rifiuti”. Quattro postazioni per la raccolta differenziata erano state allestite in punti strategici del lungomare, proprio per agevolare i cittadini nel conferimento corretto. Ma, evidentemente, non è bastato.

Ancora una volta, la responsabilità individuale si è dissolta come una stella cadente. L’educazione civica, che dovrebbe accompagnare ogni forma di libertà e condivisione, si è dimostrata assente. Non bastano le campagne di sensibilizzazione, né gli sforzi delle istituzioni o il lavoro silenzioso di chi, all’alba, ripulisce ciò che altri hanno lasciato: serve un cambio di mentalità.

Perché il rispetto degli spazi comuni è il primo segno tangibile di una comunità matura. E finché continueremo a confondere la libertà con il disinteresse, a occupare la spiaggia come fosse casa nostra ma lasciarla come se fosse terra di nessuno, ogni stella cadente sarà solo una bella cornice sprecata su un fondo di incuria.

La Notte dei Desideri può e deve restare un momento di bellezza collettiva. Ma non può più trasformarsi, ogni anno, in un triste risveglio.

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