Roberto Occhiuto sceglie la linea della prudenza. Nessuna accelerazione, nessuna corsa alle nuove nomine in Giunta. Dopo il via libera arrivato a Palazzo Campanella sul ritorno dei sottosegretari, il presidente della Regione Calabria preferisce congelare, almeno per ora, il nuovo giro di incarichi nell’Esecutivo. Una scelta che ha un obiettivo preciso: evitare di alimentare ulteriormente tensioni politiche e polemiche in una fase già delicata per la maggioranza di centrodestra.
Secondo quanto riporta la Gazzetta del Sud oggi in edicola, in un articolo a firma di Antonio Ricchio, il governatore e il suo cerchio più stretto starebbero osservando con estrema attenzione il clima politico di queste ore, segnato da forti reazioni dopo l’approvazione della norma che consente il ritorno dei sottosegretari e, di fatto, un Esecutivo “formato maxi”. La sensazione, ai piani alti della Cittadella, è che forzare subito sulle nomine rischierebbe di aggravare una percezione già problematica nell’opinione pubblica: quella di una coalizione, uscita vincente dalle urne appena sei mesi fa, troppo concentrata sugli equilibri interni e sulle poltrone, anziché sulle emergenze che continuano a pesare sulla Calabria.
Il nodo politico e il rischio immagine
È proprio questo il punto che preoccupa di più il presidente della Regione. In una Calabria alle prese con problemi strutturali e urgenze quotidiane, offrire l’immagine di un centrodestra impegnato soprattutto a ridisegnare incarichi e assetti di governo sarebbe, oltre che difficilmente comprensibile, anche politicamente rischioso.
Non a caso, Occhiuto starebbe valutando con attenzione anche la raccolta firme avviata per chiedere un referendum contro il ripristino dei sottosegretari. Un segnale che certifica come la vicenda non sia rimasta confinata ai palazzi, ma stia assumendo una dimensione pubblica capace di incidere sul consenso e sul racconto politico della legislatura.
Le nomine ci saranno, ma non adesso
Il punto fermo, però, resta uno: le nomine dei due assessori arriveranno. Ma non subito. Il dossier, al momento, sarebbe stato accantonato volutamente. Più che una rinuncia, una sospensione strategica. L’orientamento che emerge è quello di rinviare ogni decisione a dopo le prossime elezioni amministrative. Una finestra temporale che non appare casuale, ma frutto di un calcolo politico preciso: evitare che una nuova fase di scontro interno o di polemiche sugli incarichi possa interferire con le sfide elettorali più importanti per il centrodestra calabrese.
Reggio e Crotone, il vero banco di prova
Le amministrative, infatti, rappresentano il vero spartiacque. A Reggio Calabria e Crotone si giocheranno partite pesanti per gli equilibri regionali e per la tenuta del centrodestra. In riva allo Stretto, la coalizione punta forte su Francesco Cannizzaro, mentre nel capoluogo pitagorico l’obiettivo è blindare la conferma dell’uscente Vincenzo Voce. Due sfide considerate cruciali, nelle quali il centrodestra non può permettersi di presentarsi con il fianco scoperto o, peggio ancora, con l’immagine di una maggioranza distratta da dinamiche interne.
Per questo Occhiuto, almeno per ora, preferisce aspettare. La politica delle nomine può attendere. Quella della tenuta della coalizione un pò meno.


