Omicidi tra Nicotera e Limbadi, Ciko era capace di intendere e di volere. Ergastolo!

Il verdetto della Corte di Assise d'Appello di Catanzaro conferma che avrebbe agito per vendicare il fratello

Francesco Oliveri, Ciko per gli amici, l’11 maggio del 2018, nel giorno in cui, cioè, decise di vendicare il fratello Mario ucciso a Nicotera nel dicembre del 1997, era perfettamente nelle condizioni di intendere e di volere. In sostanza, avrebbe programmato il suo pomeriggio di fuoco nella piena consapevolezza di quello che sarebbe accaduto tra Limbadi e Nicotera. E’ questo, in sintesi, il contenuto della sentenza con cui la Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, nel valutare una nuova perizia psichiatrica disposta a seguito di un annullamento con rinvio da parte della Cassazione, non essendo emersi elementi meritevoli d’attenzione, ha condannato all’ergastolo il giovane operaio nicoterese.
Un verdetto che pare non convinca il collegio difensivo (avvocati Giovanni Piccolo e Francesco Schimio) di Olivieri pronto a fare altre mosse per riaprire il caso. Nel pomeriggio dell’11 maggio 2018, Ciko entrava in azione seminando paura e morte tra Limbadi e Nicotera. Prima raggiungeva Caroni, dove esplodeva colpi di fucile contro la casa e la macchina di Francesco Timpano, poi si spostava a Limbadi e, all’interno di un bar del centro, feriva alla mano Pantaleone Timpano. Tornava, quindi, su Nicotera. Nel rione San Francesco entrava in casa di Michele Valerioti e, dopo aver spintonato e fatto cadere sul pavimento la moglie, gli sparava contro alcuni colpi di fucile uccidendolo. Dal rione San Francesco si portava in via Nuovo Liceo, entrava in casa di Giuseppa Mollese e la freddava con una fucilata al petto. Il raid proseguiva in via Castello e piazza Cavour con altre fucilate contro le insegne di due esercizi commerciali.
L’azione mortale messa in atto da Ciko veniva completata da suo fratello Giuseppe che il 12 agosto successivo, sulla spiaggia di Nicotera, uccideva Francesco Timpano, 44 anni, di Limbadi, precedentemente sfuggito all’ira dello stesso Ciko. Delitto quest’ultimo che a Giuseppe Oliveri è costata una condanna a trent’anni di carcere. (foto web)

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