Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, Seconda Sezione Penale, presieduto dalla dott.ssa Silvia Manni, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del capoluogo, dott.ssa Arianna Roccia, nei confronti di Vincenzo Vallelunga, 40 anni, originario di Serra San Bruno, coinvolto nell’operazione di polizia denominata “Jerakarni”, che ha interessato i clan attivi nell’area delle Preserre vibonesi.
Vallelunga era indagato per partecipazione a un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, ritenuta operante nel territorio vibonese con ramificazioni su scala nazionale. Secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe avuto un ruolo attivo nel sodalizio, collaborando con i vertici e contribuendo alla gestione della rete di distribuzione, con particolare riferimento alle piazze di spaccio di Serra San Bruno e delle aree limitrofe.
Le contestazioni risultavano inoltre aggravate dal presunto utilizzo del metodo mafioso e dalla finalità di agevolare la cosca Emanuele-Idà, ritenuta espressione della ’ndrangheta e inserita nel cosiddetto “locale di Ariola”.
Nonostante il quadro delineato dalla Procura descrivesse un’organizzazione strutturata, capace di operare anche mediante sistemi di comunicazione criptata, i giudici del Riesame hanno accolto integralmente le argomentazioni degli avvocati Sergio Rotundo e Domenico Rosso, disponendo l’immediata liberazione dell’indagato.


