Ospedale di Tropea, la città si mobilita: oltre 200 cittadini danno mandato al Comitato Costa degli Dei

Assemblea pubblica a Palazzo Santa Chiara sul futuro della sanità locale. Approvato un documento di rivendicazioni da portare ad Asp e Regione Calabria

Oltre 200 persone hanno risposto oggi alla convocazione del Comitato Civico Costa degli Dei, riunendosi nella sala di Palazzo Santa Chiara a Tropea per discutere del futuro dell’ospedale cittadino e, più in generale, della sanità pubblica sul territorio. Una partecipazione numerosa e sentita che ha conferito, di fatto, un mandato politico e civico al Comitato per portare avanti rivendicazioni precise sul potenziamento del presidio ospedaliero di Tropea.

Nel corso dell’assemblea è stato approvato un documento contenente le richieste del Comitato, che rappresenta la piattaforma ufficiale della mobilitazione e che sarà sottoposto alle istituzioni competenti.

Le relazioni e gli interventi

A relazionare all’assemblea sono stati i referenti del Comitato Costa degli Dei: Tonino Simonelli, Domenico Cortese e Maria Antonietta Campennì, che hanno illustrato le criticità strutturali e organizzative dell’ospedale di Tropea e le linee della proposta rivendicativa.

Tra i relatori erano presenti anche Serafino Pantano, infermiere dell’ospedale di Tropea, in qualità di delegato del sindacato Nursing Up di Vibo Valentia; Daniela Primerano, dell’Osservatorio Civico Città Attiva di Vibo Valentia; Francesco Rotolo, del Comitato Pro Ospedale di Tropea.

Interventi che hanno rafforzato il quadro di una sanità territoriale in forte sofferenza e la necessità di un’azione collettiva strutturata.

Il confronto con Asp e Regione Calabria

Le rivendicazioni approvate dall’assemblea saranno ora portate all’attenzione della Commissione straordinaria dell’Asp di Vibo Valentia e della Regione Calabria. Il Comitato ha chiarito che, in assenza di risposte concrete e di atti conseguenti, la vertenza non si fermerà. Sono già state annunciate mobilitazioni di massa davanti alla sede dell’Asp e alla Cittadella regionale, come strumento di pressione per ottenere il riconoscimento dei diritti sanitari della popolazione.

Verso una grande manifestazione

Tra le proposte più condivise dalla cittadinanza, e acclamata nel corso dell’assemblea, vi è l’avvio di un percorso per la costruzione di una grande manifestazione pubblica, da tenersi a Tropea e successivamente alla Cittadella regionale.

Una manifestazione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà essere di massa e politicamente destabilizzante, per contrastare: i tagli lineari al fondo sanitario; una ripartizione ritenuta fortemente iniqua del Fondo Sanitario Nazionale; la progressiva privatizzazione dei servizi sanitari, considerata una delle principali cause del depotenziamento della sanità pubblica locale.

La battaglia per il Servizio Sanitario Nazionale in Calabria

Secondo il Comitato Costa degli Dei, la popolazione tropeana deve essere consapevole che la difesa del Servizio Sanitario Nazionale in Calabria passa da una lotta più ampia contro: l’ingiusto piano di rientro, che impone tagli indiscriminati alla sanità; una distribuzione dei fondi nazionali che penalizza il Mezzogiorno; gli interessi della sanità privata, accusata di anteporre il profitto all’universalità delle cure e di generare gravi squilibri nel sistema pubblico.

Un fronte ampio

Alla battaglia hanno già aderito numerose realtà del territorio, oltre a decine di cittadini che hanno lasciato il proprio recapito per partecipare attivamente al percorso. Tra i soggetti aderenti figurano: il Comitato “San Bruno” di Serra, l’Osservatorio Civico Città Attiva, il Comitato Pro Ospedale, il sindacato Nursing Up, l’associazione Sguardo Amico, l’Unione Sindacale di Base, l’Avis di Tropea, le associazioni La Cicala e la Formica e Unitrè, i Comuni di Ricadi, Parghelia, Drapia e Zaccanopoli, LaboArt, Fidapa Tropea e ANED.

L’appello

Il Comitato Costa degli Dei chiama ora all’adesione più ampia possibile: operai, lavoratori, disoccupati e tutti coloro che, ogni mese, sono costretti a spendere gran parte del proprio stipendio per curarsi in strutture private, per servizi che dovrebbero essere garantiti dal sistema sanitario pubblico. Una mobilitazione che, partendo da Tropea, punta a rimettere al centro il diritto alla salute come bene comune.

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