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Parco eolico “Enotria”, Alecci: “La Calabria non può essere trattata come una colonia energetica”

Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale interviene sul progetto offshore nel Golfo di Squillace criticando dimensioni, impatto e assenza di pianificazione

“La Calabria non può essere trattata come una colonia energetica”. È la posizione netta espressa dal capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Ernesto Alecci, intervenuto sul progetto del parco eolico offshore “Enotria”, al centro del dibattito dopo la presa di posizione di Legambiente Calabria.

Alecci contesta l’impostazione del progetto e le valutazioni espresse dall’associazione ambientalista, la quale ritiene “incomprensibili le preoccupazioni di territori, amministratori, cittadini, operatori turistici e associazioni che stanno chiedendo soltanto una cosa: rispetto per la Calabria e valutazioni serie su un progetto che continua a sollevare interrogativi profondi”.

La rimodulazione

Sulle modifiche apportate al piano, il consigliere regionale osserva che “la rimodulazione del progetto avrebbe migliorato complessivamente l’intervento”, ma precisa che “non basta cambiare qualche numero per cancellare la natura fortemente invasiva di un’opera che continua a interessare il Golfo di Squillace e una parte bellissima della costa ionica calabrese”.

Per Alecci, la riapertura dei termini per le osservazioni dimostra che “le contestazioni sollevate dai territori non erano né strumentali né infondate”, e sottolinea come sia fondamentale che “questa possibilità sia utilizzata fino in fondo con rilievi puntuali, motivati e rigorosi”.

Il capogruppo dem richiama poi il tema della pianificazione energetica regionale: “La Calabria non deve dire no alla transizione energetica, ma deve dire no a una transizione energetica fatta contro i territori e senza una reale programmazione”. A suo avviso, “la Regione dovrebbe identificare e delimitare prioritariamente le aree idonee ad accogliere gli impianti da fonti rinnovabili”, mentre “questa pianificazione continua a mancare proprio mentre il territorio calabrese viene investito da una pressione crescente di progetti sempre più grandi e impattanti”.

Produzione di energia

Alecci evidenzia anche il dato energetico regionale: “La Calabria già oggi produce energia oltre il proprio fabbisogno” e “concorrendo al soddisfacimento della domanda nazionale”. Da qui la domanda politica: “A chi giova tutto ciò? Perché dobbiamo continuare a essere il bancomat energetico d’Italia?”

Nel merito del progetto “Enotria”, il consigliere solleva inoltre dubbi sulla struttura societaria, parlando di “una società di scopo con un capitale sociale di appena 20.000 euro”, elemento che “alimenta interrogativi più che legittimi sulla solidità industriale e sulle garanzie effettive”.

Non manca un riferimento all’impatto economico sulle famiglie calabresi: “Non si può chiedere ai calabresi di sopportare nuovi impianti sempre più invasivi senza nemmeno poter indicare un beneficio diretto, chiaro e misurabile sulle bollette e sull’economia del territorio”.

Cosa serve

Infine, Alecci ribadisce che “la prudenza non può essere scambiata per arretratezza” e che “la transizione energetica è necessaria, ma non può diventare il grimaldello per svuotare i diritti dei territori”. Per il consigliere dem, la Calabria deve invece puntare su “programmazione, definizione delle aree idonee, tutela delle zone di pregio paesaggistico e turistico e benefici economici certi per le comunità locali”.

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