La latitanza è finita tra le villette e le strutture ricettive di un villaggio turistico di Parghelia, nel Vibonese. È qui che i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Gioia Tauro, insieme ai militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” Calabria, hanno rintracciato e arrestato Vincenzo La Rosa, ricercato da mesi dopo essersi sottratto all’esecuzione di un ordine di carcerazione.
L’operazione è arrivata al termine di un’articolata attività investigativa avviata dai militari su delega della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, diretta dal procuratore generale Gerardo Dominijanni.
L’ordine di carcerazione
La Rosa, già sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, era destinatario dal 9 febbraio 2026 di un ordine di esecuzione per la carcerazione. Doveva espiare una pena di 6 anni di reclusione nell’ambito del procedimento “Jail Express”, relativo a fatti risalenti al 2017 e ai reati di estorsione aggravata in concorso, porto e detenzione illegale di armi e lesioni personali. Quando i Carabinieri si erano presentati per eseguire il provvedimento, però, dell’uomo non vi era più traccia. Le ricerche avviate nell’immediatezza non avevano prodotto risultati e La Rosa era stato successivamente dichiarato latitante.
Le indagini e il rifugio nel Vibonese
Per mesi la Sezione Operativa di Gioia Tauro ha sviluppato accertamenti, attività tecniche e verifiche sui contatti e sugli spostamenti del ricercato. Un lavoro progressivo che ha consentito agli investigatori di restringere il campo fino a individuare il luogo nel quale l’uomo aveva trovato rifugio. Il punto di svolta è arrivato nei giorni scorsi, quando gli elementi raccolti hanno portato i militari a Parghelia. La Rosa si trovava all’interno di un villaggio turistico, dove è stato sorpreso e arrestato, ponendo fine alla sua fuga.
Il quadro giudiziario
Il quadro giudiziario a carico di La Rosa comprende anche una condanna definitiva a 8 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso, nell’ambito del procedimento “Geolja”. L’uomo risulta inoltre condannato in primo grado a 25 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e sequestro di persona a scopo estorsivo. Una sentenza non definitiva, per la quale resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino all’eventuale passaggio in giudicato.
L’arresto conclude così mesi di attività investigativa condotta dai Carabinieri di Gioia Tauro, che hanno seguito le tracce del ricercato fino al suo nascondiglio nel territorio di Parghelia, dando esecuzione al provvedimento dell’Autorità giudiziaria.



