Ci risiamo. In Italia le feste non sono più un momento di gioia, ma l’ennesima occasione per spennare famiglie, studenti e lavoratori fuori sede. Natale, Pasqua, Ferragosto: cambia il calendario, non cambia la vergogna. Anche quest’anno il caro-voli esplode con la solita puntualità svizzera, e a pagare il conto più salato sono ancora una volta i territori più fragili, a partire dalla Calabria.
I numeri denunciati da Assoutenti parlano chiaro: per Pasqua volare da Milano a Crotone costa già 343 euro andata e ritorno, da Roma a Reggio Calabria 324 euro, da Milano a Reggio 308 euro, da Bologna a Reggio 281 euro. E siamo ancora a venti giorni dalle feste.
Calabria penalizzata due volte
Non è mercato: è una tassa occulta sulla distanza. Una penalizzazione feroce per chi vive lontano e vuole semplicemente riabbracciare la propria famiglia. E non va meglio in treno: Torino-Reggio sfiora i 185 euro solo andata. Il messaggio è chiaro e indecente: per gli italiani del Sud, e per i calabresi in particolare, tornare a casa a Pasqua è ormai un privilegio, non un diritto.


