Piano di Via Vespucci, Sinistra Italiana propone un tavolo tecnico per salvare i parcheggi

Il segretario provinciale Fortunato Petrolo interviene sul dibattito politico attorno al deposito Meridionale Petroli: "No alle speculazioni della destra. Sulla corsia di sicurezza si valutino alternative d'intesa con Prefettura e azienda"

Il Piano di emergenza esterna (Pee) per il deposito della Meridionale Petroli a Vibo Marina finisce al centro del dibattito politico locale, tra richieste di consigli comunali urgenti e accuse incrociate. A fare il punto della situazione, respingendo gli attacchi all’amministrazione comunale e proponendo una soluzione pragmatica per il territorio, è Fortunato Petrolo, segretario provinciale di Sinistra Italiana / Alleanza Verdi Sinistra (Avs).

Il Piano di emergenza all’esame dei cittadini

Il documento proposto dall’Ufficio Territoriale di Governo (Prefettura), d’intesa con il Comune, consta di oltre 110 pagine e tavole grafiche dettagliate. L’obiettivo primario è la gestione della popolazione, della viabilità e delle aree limitrofe in caso di criticità, per garantire il rapido afflusso dei mezzi di soccorso e il trasporto dei feriti verso i presidi sanitari.

In applicazione della normativa vigente (Art. 21 comma 10 del D.lgs n. 105/2015 e D.M. 260/2016), il piano è attualmente consultabile dalla popolazione. I cittadini e le parti sociali hanno trenta giorni di tempo dalla pubblicazione per presentare osservazioni, proposte o richieste di modifica.

Lo scontro politico e la difesa dell’amministrazione

Petrolo stigmatizza le recenti prese di posizione e gli attacchi all’amministrazione comunale, definiti come “speculazione politica” da parte del centrodestra, favoriti anche da iniziative isolate interne alla stessa maggioranza (come la richiesta di un Consiglio Comunale urgente avanzata dal gruppo “Democratici e Riformisti” senza un preventivo confronto interno).

“Queste azioni solitarie — dichiara il segretario di SI — prediligono l’apparire al confronto di merito. Noi crediamo in una politica fatta di passione, impegno e sacrificio al servizio della comunità”. Petrolo ricorda inoltre che il Piano Strutturale Comunale (Psc), approvato nel 2020, individua l’area dell’impianto prevalentemente come “Area per servizi portuali esistenti” a bassa densità abitativa.

Il segretario lancia poi una stoccata alle opposizioni: “In quindici anni di amministrazione di centrodestra a Vibo Valentia nessuna voce si è alzata per avviare un confronto sulla delocalizzazione, né con i dirigenti della Meridionale Petroli né con l’Autorità Portuale di Gioia Tauro. Oggi, grazie all’iniziativa di questa amministrazione votata all’unanimità dal Consiglio, si è ottenuto un rinnovo della concessione di soli quattro anni, un primo passo fondamentale per avviare la reale delocalizzazione dei depositi costieri e permettere finalmente lo sviluppo turistico che Vibo Marina merita”.

Il nodo viabilità in via Vespucci: la proposta di una via alternativa
Nel merito tecnico del Piano, a preoccupare la delegazione politica sono i risvolti pratici sulla viabilità balneare. Il progetto prevede infatti una corsia di emergenza di 350 centimetri delimitata da cordoli stradali fissi su via Amerigo Vespucci, che comporterebbe l’eliminazione degli attuali parcheggi, creando forti disagi ai bagnanti e ai cittadini che usufruiscono della spiaggia.

Per superare il problema, Sinistra Italiana propone di sfruttare la finestra dei trenta giorni di osservazioni previsti dalla legge per istituire un tavolo di confronto: “Sarebbe utile mettere insieme i tecnici comunali, i rappresentanti della Meridionale Petroli e della Prefettura per valutare alternative d’intesa con il Piano di emergenza interna e il Documento di valutazione dei rischi aziendali. Una delle soluzioni potrebbe essere lo spostamento della corsia sulla via adiacente a via Vespucci, sfruttando il prolungamento nell’area portuale dove si trova l’ingresso dei mezzi di carico”.

Tale proposta dovrà ovviamente essere vagliata analizzando i parametri di sicurezza previsti dalla legge, come la larghezza della carreggiata, l’ubicazione dei serbatoi e i tempi di raggiungimento dello scenario d’incidente.

Sicurezza sul lavoro per le attività dell’area
In conclusione, il segretario provinciale ricorda che la sicurezza deve essere globale e deve riguardare l’intero comparto della zona costiera interessata: anche i gestori di ristoranti e stabilimenti balneari presenti nell’area sono naturalmente tenuti ad adempiere agli obblighi di sicurezza sul lavoro previsti dal D.Lgs. 81/08 a tutela dei propri lavoratori.

“È importante non avventurarsi in questioni di lana caprina — conclude Petrolo — ma misurarsi sulla fattibilità concreta di proposte conformi ai parametri normativi, avendo come unico obiettivo la tutela della sicurezza dei cittadini, dei residenti e dei lavoratori”.

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