La nuova pensilina installata davanti al Duomo di San Leoluca a Vibo Valentia, rischia di trasformarsi nell’ennesimo elemento di frizione tra esigenze funzionali e tutela del decoro urbano. Nessuno mette in discussione la necessità di garantire un servizio efficiente per il trasporto pubblico, né tantomeno il diritto dei cittadini ad attendere i mezzi in condizioni dignitose. Ma quando si interviene in uno dei luoghi più rappresentativi e identitari della città, la questione non può essere ridotta a una semplice scelta tecnica.
Perché Piazza San Leoluca non è una piazza qualunque. È il cuore simbolico della comunità, uno spazio che dovrebbe custodire armonia, equilibrio e rispetto della propria storia. E proprio per questo la nuova pensilina, così come si presenta oggi, appare a molti poco coerente con il valore architettonico e monumentale dell’area.
Non si tratta soltanto di una questione estetica. Il punto è che quella struttura finisce per inserirsi in un contesto già appesantito da un’altra presenza che da tempo suscita perplessità e malumori: la copertura dei resti archeologici collocata al centro della piazza, definita da molti cittadini un vero e proprio “catafalco” urbano. Un’opera che, invece di valorizzare ciò che dovrebbe proteggere, è diventata agli occhi di tanti uno sconcio visivo, un corpo estraneo che interrompe la prospettiva e mortifica l’armonia complessiva dello spazio.
Una piazza già compromessa da scelte discutibili
Ed è proprio qui che si concentra il nodo della questione. Se una piazza storica porta già sulle spalle il peso di un intervento considerato invasivo e poco integrato, aggiungere un’ulteriore struttura impattante significa aggravare un problema già esistente. La sensazione, condivisa da molti, è che si continui a intervenire per compartimenti stagni, senza una visione d’insieme, senza una vera idea di tutela e valorizzazione dello spazio pubblico.
Sui social, in queste ore, il dissenso si è fatto sentire con toni generalmente misurati ma chiari. In tanti hanno sottolineato come la nuova pensilina, pur rispondendo a esigenze concrete del trasporto pubblico, “risulti poco armonizzata con il valore storico e simbolico dell’area”. Un giudizio che non nasce da una contrapposizione pregiudiziale, ma da un sentimento diffuso di preoccupazione per il volto della piazza.
Un invito al confronto, non alla polemica
Per questo, più che alimentare una polemica sterile, sarebbe utile aprire una riflessione seria e concreta. L’invito che arriva da cittadini e osservatori è semplice: valutare una diversa collocazione della pensilina, capace di garantire il servizio senza compromettere ulteriormente il decoro di Piazza San Leoluca. Nessuno chiede di sacrificare la funzionalità. Si chiede, piuttosto, di conciliarla con il rispetto dei luoghi. E in una piazza così delicata, così esposta e così carica di significato, questa dovrebbe essere la regola minima di ogni intervento amministrativo.
Il pallino ora passa al sindaco
Il sindaco, su questo punto, avrebbe l’occasione di dare un segnale importante: ascoltare le osservazioni che arrivano dalla città e promuovere un confronto sereno, costruttivo, lontano dalle tifoserie. Perché una soluzione alternativa, più sobria e più coerente con il contesto, probabilmente esiste. Basta volerla cercare.
Piazza San Leoluca merita attenzione, misura e visione. Continuare a sommare strutture che ne alterano il profilo significa rassegnarsi a un’idea di spazio pubblico in cui il bello diventa secondario, quasi un dettaglio.


