La comunità di Pizzo non vuole arrendersi al silenzio. Come riportato dalle colonne della Gazzetta del Sud, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Pititto ha deciso di passare all’azione per contrastare lo spopolamento e la chiusura delle attività commerciali che, negli ultimi anni, hanno svuotato il borgo napitino. La strategia è chiara: utilizzare la leva fiscale per trasformare il centro storico in un luogo nuovamente attrattivo e vitale.
I pilastri della manovra: meno tasse per chi investe
Il piano, illustrato dall’assessore al Commercio e Patrimonio Franco Procopio, punta a ridurre i costi fissi per gli esercenti attraverso agevolazioni strutturali. Secondo quanto riferito dalla Gazzetta del Sud, il regolamento prevede tre interventi principali:
– Sconti Tari: Agevolazioni sulla tassa dei rifiuti per premiare chi mantiene attive le vetrine.
– Imu calmierata: Riduzioni fiscali per i proprietari che affittano i locali a prezzi contenuti o che decidono di investire direttamente nei propri immobili per avviare nuove imprese.
– Suolo pubblico: Un deciso abbattimento del canone di occupazione per favorire la socialità e l’uso degli spazi aperti.
La tutela delle “Botteghe Storiche”
Un punto di rilievo della nuova normativa riguarda il riconoscimento delle “Attività Storiche”. Per quegli esercizi che da oltre 40 anni rappresentano la memoria economica e sociale di Pizzo, sono previsti punteggi aggiuntivi per l’accesso ai contributi comunali, una targa ufficiale e l’inserimento in percorsi turistico-commerciali. Il tutto supportato da una semplificazione burocratica per il mantenimento di insegne e arredi d’epoca.
Una visione contro la “desertificazione”
L’iniziativa nasce dall’esigenza di combattere una desertificazione commerciale che ormai rende il centro vissuto quasi esclusivamente per la presenza della scuola e dell’ufficio postale. «Il commercio di vicinato è il miglior presidio di sicurezza, decoro e socialità», ha dichiarato l’assessore Greco, sottolineando come l’apertura di un’attività debba essere considerata una scelta sostenibile e supportata dalle istituzioni.
L’obiettivo finale, conclude il servizio della Gazzetta del Sud, è quello di invertire la rotta, offrendo ai giovani canali di consulenza per il passaggio generazionale delle attività e trasformando la pressione fiscale in un investimento concreto per il rilancio definitivo del borgo.


