Si è conclusa nella prestigiosa cornice della 74ª edizione del Premio Bancarella, a Pontremoli, la sedicesima edizione del Premio IusArteLibri – Il Ponte della Legalità, manifestazione ideata dall’avvocato Antonella Sotira Frangipane, che anche quest’anno ha riunito magistrati, avvocati, giornalisti, scrittori e protagonisti dell’impegno civile in un confronto letterario di altissimo profilo.
La cerimonia ha confermato la vocazione del Premio a valorizzare opere nelle quali la narrativa diventa strumento di riflessione sui temi della giustizia, della legalità e della memoria, premiando autori che, attraverso il racconto, affrontano le grandi questioni del nostro tempo.
Fabio Pilato è il vincitore del Premio IusArteLibri 2026
Dopo l’integrazione dei voti espressi dagli E-lettori con quelli del Direttivo Scientifico del Premio, il titolo di Miglior Romanzo IusArteLibri 2026 è stato assegnato a Fabio Pilato con “Un giornalista d’inchiesta” (Linea Edizioni), che ha totalizzato 753 voti. Il magistrato palermitano, al suo secondo romanzo, riporta al centro della scena il giornalista Carlo Lozzi, protagonista di un thriller ambientato nella Roma contemporanea, dove si intrecciano magistratura, mafia, massoneria e poteri occulti.
È una storia nella quale nulla è davvero come appare: tra buste anonime, iscrizioni in latino e greco, citazioni filosofiche e continui colpi di scena, il protagonista si trova a inseguire la verità mentre affronta anche la propria ricerca dell’amore. Un intreccio capace di tenere il lettore costantemente in bilico fino all’ultima pagina.
Daniela Dawan e Marisa Manzini completano il podio
Al secondo posto si è classificata Daniela Dawan con “La Colpa di Tacere” (Morellini), che ha ottenuto 722 voti. Avvocato penalista e magistrato di Cassazione per meriti insigni, già vincitrice del Premio IusArteLibri nel 2019, Daniela Dawan costruisce una narrazione che intreccia dramma familiare e indagine giudiziaria attraverso il fascicolo sulla strage di Prati del Vezza, località immaginaria ispirata agli eccidi realmente avvenuti durante l’occupazione nazifascista. Il terzo posto è andato invece a Marisa Manzini con “Il Coraggio di Rosa. Storia di una donna che ha ripudiato la ‘ndrangheta” (Rubettino), che ha raggiunto il punteggio complessivo di 702 voti.
Magistrato da anni impegnata in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata e costretta a vivere sotto scorta per gli incarichi ricoperti in diverse Procure, Marisa Manzini firma un intenso romanzo d’esordio che racconta la storia di Rosa, moglie di un boss mafioso che sceglie di rompere con il proprio passato e stare dalla parte dello Stato. Un’opera che restituisce voce e dignità alle vittime della ‘ndrangheta e racconta il coraggio silenzioso di tante donne che sognano un futuro diverso per i propri figli. Il riconoscimento ottenuto a Pontremoli premia non soltanto il valore letterario del libro, ma anche il suo profondo messaggio civile e sociale.
Il Premio “IusIncanto” a don Ennio Stamile
Tra i momenti più significativi della manifestazione anche il conferimento del riconoscimento “IusIncanto” a don Ennio Stamile per il romanzo “Lazare. Sogni di un concasseur” (Castelvecchi). Il premio, istituito in memoria della poetessa Antonella Pagano, valorizza quelle opere che trasformano la forza della parola in impegno concreto.
Nel suo romanzo, don Ennio Stamile racconta la dura realtà dei bambini africani costretti a spaccare pietre per sopravvivere, senza perdere però la speranza e la capacità di amare. Un’opera di intensa sensibilità umana, il cui valore è testimoniato anche dalla scelta dell’autore di devolvere i proventi delle vendite all’Associazione di Volontariato San Benedetto Abate, da lui fondata per contrastare la povertà educativa ed economica.
Una cerimonia che celebra il dialogo tra diritto e letteratura
La cerimonia di premiazione è stata presieduta dalla fondatrice del Premio, Antonella Sotira Frangipane, alla presenza del presidente della Fondazione Città del Libro – Premio Bancarella, Ignazio Landi, del vicesindaco di Pontremoli Clara Cavellini e del consigliere del Centro Lunigianese di Studi Giuridici, Cosimo Ferri. A consegnare il premio al vincitore è stato il procuratore della Repubblica di Padova, Antonello Racanelli, socio fondatore di IusArteLibri, che ha donato l’opera pittorica realizzata dal maestro Massimo Bomba, simbolo del “ponte di libri” che rappresenta la missione della manifestazione.
Un Premio che continua a crescere
L’edizione 2026, dedicata al tema “Non c’è futuro senza memoria”, conferma il ruolo di IusArteLibri come uno dei più autorevoli appuntamenti nazionali dedicati alla narrativa dell’impegno civile. All’interno della prestigiosa cornice del Premio Bancarella, la manifestazione continua infatti a costruire un ponte tra diritto, cultura e letteratura, premiando opere che raccontano il coraggio, la ricerca della verità e il valore della memoria, dimostrando come la narrativa possa essere uno straordinario strumento di crescita civile e di diffusione della cultura della legalità.










