Processo a ex rettori e figure apicali dell’Università “Mediterranea”. L’abuso d’ufficio cambia le carte in tavola

La Procura in udienza davanti al Gup solleva una questione di legittimità costituzionale sulla correttezza dell'abrogazione del reato

Ci sono i rettori dell’Ateneo e con loro anche le figure apicali dell’Università “Mediterranea” (pro rettore, direttore generale, direttori di dipartimento) oltre a docenti, responsabili delle procedure concorsuali e dell’ufficio tecnico tra i quaranta indagati dell’operazione denominata “Magnifica”, l’inchiesta della Guardia di Finanza che ha scoperchiato il filone dei presunti concorsi pilotati per l’assegnazione di cattedre all’università di Reggio Calabria. Secondo l’accusa alcuni professori avrebbero beneficiato a discapito di altri. Inoltre l’inchiesta avrebbe scoperchiato l’utilizzo di carte di credito dell’Università per effettuare acquisti personali.

Ateneo parte civile

L’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Reggio calabria è iniziata ieri, lunedì 7 ottobre. Nel corso dell’udienza, secondo quanto riporta gazzettadelsud.it, sono state avanzate le richieste di costituzione di parte civile da parte della stessa università “Mediterranea”, che dopo lo scandalo ha cambiato i vertici che gestiscono l’ateneo; l’architetto Clarastella Vicari Aversa, dalla cui denuncia è partita l’indagine della Guardia di Finanza, Celestina Fazia e Serafina Andiloro. Il pubblico ministero, invece, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sulla correttezza dell’abrogazione dell’abuso d’ufficio, che è uno dei capi di imputazione contestato a vario titolo agli imputati.

Il gup si è riservato di sciogliere le riserve, sia in merito alle richieste di costituzione di parte civile che su quella del pubblico ministero, nella prossima udienza del 14 ottobre.

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