Recuperati campana e crocifisso della chiesa della Sacra Famiglia

Gli oggetti sacri rubati nel rione Mazzagatti di Gioia Tauro sono stati ritrovati a poche decine di metri dalla chiesa dopo due giorni di indagini
campana gioia tauro

La campana e il crocifisso rubati dalla chiesa della Sacra Famiglia, nel rione Mazzagatti di Gioia Tauro, ritrovati a poche decine di metri dall’edificio sacro, ponendo fine a due giorni di sgomento e indignazione che avevano attraversato la città. A darne notizia è la Gazzetta del Sud.

Il recupero è avvenuto grazie al rapido intervento della polizia. Gli agenti del Commissariato di Gioia Tauro hanno avviato immediatamente controlli serrati e perlustrazioni a tappeto dopo il furto, esercitando una pressione costante sul territorio che ha consentito, in meno di 48 ore, di rinvenire la refurtiva.

Il recupero è avvenuto grazie al rapido intervento della polizia. Gli agenti del Commissariato di Gioia Tauro hanno avviato immediatamente controlli serrati e perlustrazioni a tappeto dopo il furto, esercitando una pressione costante sul territorio che ha consentito, in meno di 48 ore, di rinvenire la refurtiva.

Secondo quanto ricostruito, il furto era avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio. La campana della chiesetta di quartiere Eranova era stata sradicata e fatta precipitare sull’asfalto, lasciando un solco evidente. Un’azione violenta che aveva fatto ipotizzare l’utilizzo di mezzi per il trasporto e un’azione organizzata, probabilmente finalizzata alla fusione dell’oggetto sacro, realizzato in una lega contenente bronzo.

Le attività investigative, coordinate dal primo dirigente Giorgio Di Munno, si sono concentrate nelle aree sensibili del quartiere e nelle zone limitrofe, comprese quelle adiacenti alla Ciambra. È stato proprio questo lavoro capillare a portare al ritrovamento della campana e del crocifisso, quest’ultimo danneggiato durante il furto, abbandonati dietro la chiesa.

Il recupero, sottolinea la Gazzetta del Sud, ha assunto un valore che va oltre la cronaca, in quanto interpretato come un segnale concreto della presenza dello Stato in un territorio complesso come Gioia Tauro. Apprezzamenti sono arrivati dal vescovo della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, monsignor Giuseppe Alberti, dai sacerdoti, dal sindaco Simona Scarcella e da numerosi cittadini.

Emblematica la reazione di una residente, scoppiata in lacrime alla notizia del ritrovamento: un gesto che racchiude il senso profondo della vicenda, tra fiducia ritrovata e legalità riaffermata attraverso l’azione delle istituzioni.

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