Si è conclusa alle 15 la due giorni elettorale per il Referendum costituzionale (sulla separazione delle carriere e la riforma della magistratura). I dati definitivi sull’affluenza in Calabria restituiscono la fotografia di una regione a due velocità, che pur restando distante dai picchi del Centro-Nord, ha visto un’accelerazione nelle ultime ore di voto. Il dato finale regionale si attesta al 48,38%, segnando una distanza di circa dieci punti rispetto alla media nazionale (stimata oltre il 58%). Nonostante il trend di crescita rispetto alle rilevazioni intermedie di domenica, la Calabria conferma una delle partecipazioni più basse d’Italia, superando di poco solo la Sicilia.
Il dettaglio per province
L’analisi territoriale mostra una tenuta maggiore nel capoluogo e una flessione marcata nelle aree ioniche:
– Catanzaro: Si conferma la provincia con la partecipazione più alta, chiudendo al 50,85%. È l’unica area calabrese a superare la soglia psicologica del 50%.
– Cosenza: Segue con un 48,27%, dato perfettamente in linea con la media regionale.
– Reggio Calabria: Chiude con il 49,05%, mostrando una buona ripresa nelle ore mattutine di lunedì.
– Vibo Valentia: Si ferma al 47,10%.
– Crotone: Maglia nera della regione per partecipazione, con un’affluenza che non va oltre il 42,63%.
Il confronto con la domenica
La progressione del voto in Calabria era apparsa timida sin dalle prime battute: appena il 9,74% alle ore 12 di ieri, salito al 29,34% alle ore 19 e al 35,68% alla chiusura serale delle 23. Il balzo finale di circa 13 punti registrato oggi testimonia una mobilitazione dell’ultimo minuto che non è bastata, tuttavia, a colmare il gap con il resto del Paese.


