Una luce in fondo al tunnel, una promessa che accorcia le distanze tra la burocrazia e il diritto a una vita dignitosa. La vicenda di Chiara e della piccola Giulia, la bambina disabile costretta per anni a una quotidianità fatta di ostacoli e fatiche, sembra aver raggiunto il punto di svolta decisivo. L’annuncio è arrivato a margine di un incontro chiave in Regione Calabria, i cui esiti sono stati illustrati durante la trasmissione «La Vita in diretta».
Il piano d’azione
Pasqualina Straface, assessore regionale al Welfare, ha delineato il percorso che dovrebbe portare finalmente Chiara e Giulia in una casa idonea e priva di barriere architettoniche. Il fulcro della soluzione risiede nell’appartamento di via Roma, attualmente occupato. “Il sindaco di Ricadi si è assunto l’impegno di avviare una contrattazione pacifica con gli occupanti abusivi per convincerli a liberare l’appartamento”, ha spiegato l’assessore. L’amministrazione comunale si è data un orizzonte temporale di dieci giorni per espletare le procedure tecniche necessarie. L’obiettivo è gestire la transizione senza creare ulteriori emergenze sociali: alla famiglia che attualmente occupa l’immobile di via Roma verrà infatti proposta la casa di San Nicolò, precedentemente destinata a Chiara. Tuttavia, l’assessore Straface è stata categorica sulla legittimità dell’operazione: “Noi vogliamo prima avviare una soluzione tranquilla, ma l’ordinanza di sgombero va fatta per legge, trattandosi di un’occupazione abusiva”.
Tra tecnologia e speranza
Oltre alla questione abitativa, si muove qualcosa anche sul fronte della mobilità immediata. Chiara ha confermato la prenotazione di un “cingolo”, un supporto tecnologico specifico per il superamento delle scale. “Non è un montascale – ha precisato la donna – perché in quella struttura non è possibile montarne uno. Vediamo adesso quando arriverà”. Sebbene la soluzione definitiva non sia immediata, la percezione è quella di un cambio di passo istituzionale. “Questa volta c’è stato l’impegno di tutti”, ha riconosciuto Chiara, che in questi mesi è diventata il simbolo di una battaglia di civiltà contro l’indifferenza.
“Mamma, non mollare mai”
Il momento più emozionante resta quello legato al legame tra madre e figlia. Nonostante le difficoltà di una vita segnata dalla disabilità dalla nascita, Chiara trova la forza nelle parole mai pronunciate, ma sentite, della sua bambina. “Mia figlia Giulia, se potesse parlarmi, sarebbe sicuramente orgogliosa di me – ha concluso commossa – Mi direbbe: ‘Mamma, non mollare mai’. E io non mollo. Non mollo per lei”. Una promessa che, dopo l’impegno della Regione e del Comune, sembra finalmente vicina a trasformarsi in una nuova realtà quotidiana.


