Un applauso lungo, sentito, in una Chiesa Madre gremita. È lì che la comunità ha voluto rendere omaggio a Francesco Cascasi, imprenditore vibonese che ha scelto di denunciare la ’ndrangheta e di continuare a fare impresa nella sua terra, senza piegarsi alle intimidazioni e senza cedere alla tentazione di andare via. Un riconoscimento pubblico, carico di significato, consegnato dopo aver conosciuto più a fondo la sua storia attraverso il libro di Don Ennio Stamile, parroco di Sant’Agata di Esaro, autore di “Nonostante tutto – Francesco Cascasi, storia di un imprenditore visionario”. Un titolo che è già una dichiarazione di resistenza: nonostante le pressioni, nonostante la criminalità organizzata, nonostante la malapolitica.
Il coraggio di restare
La storia di Cascasi è quella di un imprenditore libero che ama profondamente la Calabria. Una scelta controcorrente: restare, investire, creare lavoro, credere che la forza delle idee possa essere più potente delle minacce. In una terra segnata da oltre un secolo e mezzo dalla presenza soffocante della ’ndrangheta, la sua decisione assume il valore di un atto politico e morale.
Denunciare significa esporsi. Significa rompere un muro di omertà che per troppo tempo ha protetto i clan e isolato chi decideva di opporsi. Cascasi ha fatto esattamente questo: ha parlato, ha raccontato, ha scelto la legalità come strada non negoziabile.
Un messaggio alle nuove generazioni
Nel corso della cerimonia, la vicesindaco Adriana Amodio ha sottolineato il senso profondo di questo percorso: un esempio capace di educare ed educarci a pronunciare quei “no” necessari per arginare la criminalità organizzata. Non slogan, ma scelte quotidiane. Non eroismi solitari, ma responsabilità collettiva.
È con questa intenzione che il libro è stato donato agli studenti dell’Istituto professionale Ipsia di Sant’Agata di Esaro – Arredi e Forniture di Interni “Scuola del Legno”. Un gesto simbolico ma concreto: consegnare ai ragazzi una storia vera, fatta di rischi e determinazione, perché comprendano che la legalità non è un concetto astratto ma una pratica quotidiana.
Una Calabria che non si arrende
La vicenda di Francesco Cascasi racconta un’altra Calabria. Una Calabria che fatica, che affronta ostacoli enormi, ma che non si rassegna. Che trova nei suoi imprenditori onesti e nei suoi “preti-coraggio” – come Don Ennio Stamile – punti di riferimento credibili. Non è una celebrazione retorica, ma il riconoscimento di un impegno che continua. Perché ogni denuncia è un passo avanti, ogni impresa che resiste è un segnale di speranza, ogni studente che ascolta questa storia è un possibile argine futuro contro la cultura mafiosa.
E allora quel “nonostante tutto” diventa qualcosa di più di un titolo: diventa una promessa collettiva.




