Rifondazione Comunista attacca la Giunta Caruso: deriva politica e scelte lontane dalla città reale

Il Prc di Cosenza critica duramente la riorganizzazione dell’esecutivo comunale: secondo Milicchio e Di Blasi la Giunta è frammentata, priva di visione e subalterna a giochi di potere, mentre restano irrisolti i problemi veri

“Le recenti scelte del sindaco Caruso in merito alla riorganizzazione della Giunta comunale confermano una deriva politica che come Rifondazione Comunista Cosenza denunciamo da tempo”. Lo scrivono in una nota Gianmaria Milicchio, segretario provinciale, e Delio Di Blasi, membro del comitato politico provinciale del partito. 

Esecutivo instabile

A giudizio del rappresentanti del Prc, si è di fronte “a un esecutivo sempre più frammentato, instabile e piegato a un politicismo privo di visione, dove le decisioni non sembrano maturare nei consessi democratici né nel confronto con la città reale, ma all’interno di giochi di potere opachi, esterni e spesso estranei agli interessi collettivi. Il continuo rimescolamento di deleghe, ingressi e uscite non restituisce l’immagine di un’amministrazione impegnata a rispondere ai bisogni sociali, economici e ambientali di Cosenza, ma piuttosto quella di una giunta subalterna a equilibri politici costruiti altrove, lontana dalle persone, dalle lavoratrici e dai lavoratori, dalle fasce sociali più colpite dalla crisi”. 

Gestione del potere

Secondo il Prc, “questa modalità di governo riduce la politica a mera gestione del potere, svuotando di senso la partecipazione democratica e alimentando una distanza sempre più profonda tra istituzioni e cittadinanza. In questo contesto, la città appare ostaggio di logiche tattiche che nulla hanno a che vedere con una programmazione seria e condivisa sul futuro di Cosenza”. Rifondazione Comunista ritiene “grave che, mentre aumentano le disuguaglianze sociali, l’emergenza abitativa, le difficoltà nei servizi pubblici e il disagio giovanile, l’amministrazione comunale sembri concentrata principalmente su assetti interni e equilibri politici precari, anziché su un progetto di trasformazione sociale e di giustizia per la comunità cittadina”.

In questo quadro, a giudizio del Prc, “appare rilevante la totale incapacità ad intervenire per fermare il depauperamento della sanità pubblica mentre con l’avallo del Comune stesso avanza in città, contemporaneamente e prepotentemente, la presenza ingombrante e minacciosa dei padroni della sanità privata. Continueremo a svolgere un ruolo di opposizione politica e sociale, denunciando ogni tentativo di ridurre la città a terreno di scambio tra gruppi di potere e rilanciando la necessità di una politica radicata nel tessuto sociale, trasparente, partecipata e realmente orientata agli interessi popolari”.

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