Il maxi processo antimafia Rinascita Scott si appresta a vivere un nuovo snodo cruciale per il filone del rito abbreviato. La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha calendarizzato per il 24 novembre 2026 l’esame dei ricorsi contro la sentenza emessa lo scorso 21 maggio dalla Corte d’Appello di Catanzaro.
Il pronunciamento d’appello bis era scaturito dall’annullamento parziale disposto dai giudici di legittimità nel maggio 2025, relativo all’applicazione dell’aggravante di cui all’articolo 416-bis, sesto comma (finanziamento delle attività economiche con proventi illeciti). La Corte territoriale aveva quindi provveduto a scorporare la quota di pena corrispondente e a ricalcolare gli aumenti per la continuazione. Le posizioni e la rideterminazione delle condanne.
Nomi
L’avviso di fissazione dell’udienza camerale – che si terrà senza la presenza delle parti, salvo richiesta di discussione in pubblica udienza – coinvolge complessivamente ventotto posizioni. Il quadro sanzionatorio rideterminato comprende Luciano Macrì a 20 anni (pena invariata), Domenico Macrì detto “Mommo” a 15 anni e 2 mesi, Pasquale Gallone a 14 anni e 10 mesi, Francesco Antonio Pardea a 14 anni e 8 mesi, Domenico Pardea a 12 anni, Luca Belsito a 11 anni e 10 mesi, e un gruppo composto da Michele Dominello, Giuseppe Lopreiato e Michele Pugliese Carchedi condannati a 11 anni e 4 mesi ciascuno.
L’elenco prosegue con Filippo Di Miceli e Sergio Gentile a 10 anni e 8 mesi ciascuno, Carmelo Salvatore D’Andrea e Filippo Orecchio a 10 anni, Carmelo Chiarella a 9 anni e 8 mesi, nonché Giovanni Claudio D’Andrea e Gregorio Giofrè a 9 anni e 4 mesi ciascuno. Per quanto riguarda le posizioni successive, la pena è stata fissata a 8 anni e 8 mesi ciascuno per Raffaele Antonio Giuseppe Barba, Paolo Carchedi, Nazzareno Franzè e Francesco Gallone, mentre a 8 anni tondi ammontano le condanne per Domenico Cracolici, Nicola Lo Bianco, Salvatore Lo Bianco, Michele Manco, Salvatore Morgese e Domenico Prestia. Chiudono il conteggio Pasquale Antonio D’Andrea con 3 anni e 4 mesi oltre a 6.667 euro di multa, e Cristiano Gallone con 3 anni, 5 mesi e 10 giorni oltre a 4.000 euro di multa.
Il collegio difensivo e le parti civili – tra cui la Regione Calabria, la Provincia di Vibo Valentia, numerosi enti locali del territorio e l’Avvocatura Generale dello Stato – attenderanno ora il vaglio della Suprema Corte per la definizione definitiva di questo segmento processuale.



