Una formale richiesta di intervento immediato per la riparazione della strumentazione per la risonanza magnetica in uso all’ospedale cittadino. È quanto contenuto nella nota inviata all’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, in persona della Commissione Straordinaria pro tempore, al direttore sanitario aziendale, dott. Ilario Lazzaro, e al primario della Struttura complessa di Radiologia, dott. Francesco Loria.
I firmatari
La comunicazione, trasmessa per conoscenza anche alla Prefettura di Vibo Valentia, alla Procura della Repubblica e alla Questura, è sottoscritta dall’Osservatorio Civico Città Attiva di Vibo Valentia, nella persona delle referenti Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo, unitamente al Comitato San Bruno, rappresentato dal presidente Rocco La Rizza.
Nel documento si evidenzia come le “condizioni degli utenti dell’ospedale Jazzolino, già rese difficoltose da una serie di note problematiche, siano state ulteriormente aggravate dall’impossibilità di effettuare esami di risonanza magnetica nella struttura pubblica a causa del mancato funzionamento della relativa apparecchiatura”.
Secondo quanto riportato, “da diverse settimane la strumentazione utilizzata per l’esame diagnostico risulta inutilizzabile”. Una situazione che “appare ancor più incomprensibile alla luce del fatto che analoghi casi verificatisi in precedenza erano stati risolti tempestivamente, limitando il disservizio a pochissimi giorni”. Stavolta, invece, nonostante il lungo lasso di tempo trascorso, l’ospedale di Vibo Valentia – che serve circa 150mila utenti – risulta ancora privo della possibilità di offrire un esame diagnostico definito di vitale importanza.
Diffida all’Asp
Per tali ragioni, i firmatari, “da farsi valere ad ogni effetto e fine di legge”, invitano e diffidano l’Azienda sanitaria provinciale, in persona della Commissione Straordinaria pro tempore, ad attivarsi tempestivamente per risolvere la problematica, disponendo l’immediata riparazione del macchinario per la risonanza magnetica, verificando le ragioni del ritardo e ordinando contestualmente la pronta ripresa del servizio.
“In mancanza di riscontro – si legge ancora nella nota – i sottoscrittori si vedranno costretti a valutare la sussistenza dei presupposti per l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio, con conseguente ricorso alla competente Autorità giudiziaria al fine di tutelare i diritti dei cittadini”. Le rappresentanti dell’Osservatorio Civico Città Attiva e il presidente del Comitato San Bruno auspicano infine un “sollecito riscontro” sulla problematica in questione.


