Riti della Settimana Santa, l’Affruntata un atto di fede e devozione

A Sant'Onofrio l'intera comunità impegnata nella preparazione di una manifestazione che rinnova una tradizione ormai millenaria

Passa il tempo, i secoli si rincorrono, ma l’attualità, l’importanza, il fascino, il significato dei riti della settimana santa non perdono vigore. Si ripetono, s’intrecciano e si rinnovano nella forza della tradizione e nella pietà popolare esaltando e consolidando memoria religiosa, identità collettiva, storia, fede e devozione. Il tutto per riuscire a far vivere con pathos gli ultimi momenti della vita di Cristo. Tutto questo accade a Sant’Onofrio dove ogni anno, approssimandosi la settimana santa l’intera collettività prepara nei minimi dettagli un momento di fede ormai millenario.

Confraternita del Rosario

Confraternita del Rosario

Nell’accogliente comune alle porte di Vibo Valentia, infatti, nulla viene affidato al caso e un contributo determinante per la buona riuscita di ogni rito viene offerto, oltre che dai fedeli sempre pronti al sacrificio, anche dalla Confraternita del Ss Rosario guidata dal priore Caterina Malfarà Sacchini, nota nel comprensorio santonofrese e anche oltre non solo per il suo impegno di fede a favore della comunità, ma anche perché esperta di tradizioni e studiosa della storia locale.

Anche quest’anno il suo impegno è sotto gli occhi di tutti e un segnale forte ai fedeli arriva anche dall’aver saputo organizzare anche quest’anno, unitamente al parroco don Lucio Bellantoni, un incontro formativo rivolto a confratelli, portantini e cittadini di ogni età. L’evento si terrà domani pomeriggio alle 18 nella chiesa del Rosario di Sant’Onofrio e prenderà il via con la celebrazione della Messa. Seguirà, alle 18,45, la conferenza sul tema “La Pietà popolare nella Settimana Santa”.

A porgere i saluti sarà il parroco don Lucio Bellantoni. Poi, l’incontro, moderato da Caterina Malfarà Sacchini, andrà avanti con l’intervento di mons. Gaetano Currà, vicario zonale, mentre il compito di elaborare le conclusioni spetterà all’antropologo Gianluca Mandarano.

Forza della tradizione

“La mia gente – spiega Caterina Malfarà Sacchini – tiene particolarmente a questa pia pratica ed è arduo per me riuscire a riassumere in poche parole qualcosa che si celebra con imponente, ma raccolta grandiosità!
I riti della settimana santa, intrisi di pathos ed emozione – afferma – iniziano con i canti di dolore che la gente urla con le lacrime agli occhi il Venerdì santo durante quel meraviglioso momento, grave e solenne, della ‘chiamata della Madonna’, in cui la voce tremante di un predicatore deve annunciare a Maria la morte di suo figlio”. La forza della tradizione, comunque, “risiede, a parere del priore della Confraternita del Ss Rosario – “nell’ ‘Affrontata’ della Domenica di Pasqua, che si è svolta ininterrottamente per secoli, persino in tempi di guerre e terremoti, ed entra nel cuore di tutti, adulti e bambini”. Durante questo rito tanto caro ai fedeli “si mettono a nudo – sottolinea Caternina Malfarà Sacchini – le fragilità umane e si toccano le corde sensibili dei cuori di questa gente, così devota e attaccata alle proprie secolari tradizioni. Riti per i quali – continua – ci si prepara alacremente per giorni, ma che spesso durano poche decine di minuti, sufficienti, però, a far riscoprire ad una intera comunità una sua identità che accomuna migliaia di persone”.

Atto di fede

Ne consegue che “la piccola, ma graziosa Chiesa del Rosario – rimarca Caterina Malfarà Sacchini – diventa un andirivieni di persone e la Confraternita del Santo Rosario assume magistralmente la regia di quella vera e propria opera sacra che troverà il suo culmine nella piazza gremita di gente, dove tutti, con il fiato sospeso e il cuore a mille, attendono che una mano lesta e abile sveli la Resurrezione”. Va da sé che il rito della settimana santa santonofrese “non è una parata – conclude il priore della Confraternita del Rosario – È devozione! È fede! Tutte emozioni che bisogna vivere con lo spirito giusto per cui bisogna prepararsi”.

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