Il Notam sulla limitazione di carburante per aerei a 3.000 litri nell’aeroporto di Reggio Calabria “è una nota di tutela per limitare il rifornimento da parte di vettori che venivano a Reggio per incrementarlo atteso che su altri scali come Bologna, Venezia, Treviso e Linate non c’era disponibilità”. Lo ha detto l’amministratore unico di Sacal, la società di gestione dei tre aeroporti calabresi, Marco Franchini parlando con l’ANSA e sottolineando che “in questo momento per gli aeroporti calabresi non c’è nessun problema”.
“E’ stata una limitazione – ha aggiunto – per consentire al nostro piccolo deposito che è di 230 mila litri di poter far fronte a quelle quattro giornate che per me sono fondamentali per rifornire regolarmente le compagnie che operano sullo scalo. E’ di tutta evidenza che la criticità investe tutto il mondo del trasporto aereo. Le compagnie più importanti, non so Ryanair, Ita, hanno tutti i contratti di fuel hanging, che sostanzialmente tutela il costo del carburante, il costo del jet fuel. Però se non arrivano le petroliere dallo stretto di Hormuz e non si riempiono i depositi, anche lo stoccaggio andrà a finire”.
Servono soluzioni
“Credo – ha detto Franchini – che per tutto il mese di aprile non ci sia nessun tipo di problema, ma spero si trovino delle soluzioni perché da maggio potremmo avere serie ripercussioni su un tema che ha fatto raddoppiare il costo del carburante. Quindi sicuramente avrà ripercussioni sui costi dei biglietti. Non da adesso però il costo del carburante è già avvenuto e quello che stimo è un incremento. Poi c’è il discorso della limitazione dell’operativo perché una compagnia aerea dovrà ragionare, per esempio, dando priorità ad alcuni collegamenti ritenuti strategici, anche per coefficienti di riempimento, rispetto ad altri. Questo è il tema”. (Ansa)


