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San Nicola Arcella incanta l’Italia: quinto posto al Borgo dei Borghi 2026

Il centro dell'Alto Tirreno cosentino chiude tra i primi cinque nella finalissima di Rai3: un risultato prestigioso che premia bellezza, identità e promozione del territorio

San Nicola Arcella si conferma tra le perle più affascinanti del Sud e conquista un importante quinto posto al “Borgo dei Borghi 2026”, la kermesse andata in onda la sera di Pasqua su Rai3 all’interno del programma Kilimangiaro, condotto da Camila Raznovich.

Un risultato lusinghiero per l’incantevole meta turistica e culturale dell’alto Tirreno cosentino, capace ancora una volta di attirare l’attenzione nazionale grazie al suo straordinario connubio tra paesaggio, mare cristallino, centro storico e tradizioni.

Il volto giovane della promozione turistica

A raccontare le peculiarità di San Nicola Arcella, tra scorci mozzafiato e il fascino del suo centro storico, sono stati due giovani operatori turistici del territorio: Francesco Dattoli e Chiara Tarantino.

La loro presenza ha rappresentato non solo un efficace strumento di promozione, ma anche il segno di una nuova generazione impegnata a valorizzare il borgo attraverso un racconto autentico, fresco e profondamente legato all’identità locale. Una narrazione che ha saputo restituire al pubblico televisivo la forza attrattiva di uno dei luoghi simbolo della costa cosentina.

Una vetrina nazionale per l’alto Tirreno cosentino

Il quinto posto ottenuto da San Nicola Arcella assume un valore che va oltre la classifica. La partecipazione al Borgo dei Borghi rappresenta infatti una vetrina di enorme rilievo per il turismo e per l’immagine dell’intero comprensorio dell’alto Tirreno cosentino.

Essere entrati tra i protagonisti della finale nazionale significa aver portato sotto i riflettori di milioni di telespettatori un patrimonio fatto di bellezza naturale, cultura, ospitalità e memoria storica. Un riconoscimento che rafforza il posizionamento di San Nicola Arcella tra le destinazioni più suggestive del Mezzogiorno.

Gli altri borghi in gara

Nell’edizione 2026 del Borgo dei Borghi erano in gara venti località rappresentative delle regioni italiane: Arenzano (Liguria), Baselga di Pinè (Trentino), Battaglia Terme (Veneto), Canossa (Emilia Romagna), Castellaro Lagusello (Lombardia), Châtillon (Valle d’Aosta), Cingoli (Marche), Guardialfiera (Molise), Lucignano (Toscana), Margherita di Savoia (Puglia), Nemi (Lazio), Passignano sul Trasimeno (Umbria), Realmonte (Sicilia), Sadali (Sardegna), San Fele (Basilicata), Spilimbergo (Friuli Venezia Giulia), Villalago (Abruzzo), Villar San Costanzo (Piemonte), Zungoli (Campania), oltre naturalmente a San Nicola Arcella per la Calabria.

Una competizione che ogni anno mette in luce piccoli centri ricchi di storia, paesaggi e identità, trasformandosi in una vera celebrazione dell’Italia più autentica.

I giurati e il racconto dei territori

Ad accompagnare Camila Raznovich in questa edizione sono stati tre giurati d’eccezione. Tiziana D’Angelo, archeologa e direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia, ha guidato il pubblico alla scoperta di territori in cui il passato riaffiora tra vestigia e racconti millenari.

Fabio Toncelli, regista, esploratore e “cacciatore di paesaggi” del Kilimangiaro, ha attraversato lo scenario spettacolare delle Dolomiti Lucane, tra Castelmezzano e Pietrapertosa, raccontando un’area fatta di panorami vertiginosi, borghi sospesi nel tempo e tradizioni radicate nella natura.

Infine Jacopo Veneziani, storico e divulgatore dell’arte, ha portato in primo piano il volto artistico e culturale di Altamura, facendo emergere il valore di una storia ancora viva nelle strade e nei monumenti.

Un risultato che guarda al futuro

Per San Nicola Arcella, il quinto posto al Borgo dei Borghi 2026 è molto più di un semplice piazzamento: è la conferma di un percorso di crescita e di una riconoscibilità ormai consolidata nel panorama turistico nazionale.

Un traguardo che premia la bellezza del borgo, ma anche la capacità di raccontarsi e di investire sulla propria immagine. E che, soprattutto, può diventare un punto di partenza per rafforzare ulteriormente la promozione di un territorio che continua a incantare l’Italia.

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