La pazienza del comprensorio delle Serre è esaurita. La situazione dell’ospedale di Serra San Bruno ha superato il livello di guardia, spingendo il Comitato San Bruno a formalizzare una richiesta di intervento urgente attraverso una pec inviata alla prefetta di Vibo Valentia. La missiva, indirizzata per conoscenza anche al commissario ad acta per la sanità della Regione Calabria, alla Commissione Straordinaria dell’Asp di Vibo e al Dipartimento Tutela della Salute, fotografa un quadro di estrema criticità.
Emergenza Anestesia e Radiologia
Dal 28 febbraio, il contratto dell’unico anestesista in servizio è scaduto. Nonostante la pubblicazione di un bando nelle scorse settimane, l’iter non è concluso e mancano soluzioni tampone. Questa assenza paralizza l’attività chirurgica, la day surgery e mette a rischio la gestione delle emergenze e la sicurezza dell’intero presidio. Non va meglio in Radiologia, dove è cessato il rapporto con l’unico professionista presente tre volte a settimana, senza alcuna comunicazione su proroghe o sostituzioni.
Dialisi e disagi per i fragili
Nel reparto Dialisi manca il medico responsabile. Le conseguenze ricadono sui pazienti, specialmente quelli in lista trapianto, costretti a percorrere oltre 40 chilometri di strade montane tortuose per raggiungere Vibo Valentia. Un tragitto estenuante per soggetti fragili e disabili. Si registrano inoltre gravi rallentamenti nello screening mammografico e nella Day Surgery, dove i piccoli interventi sono limitati a un solo giorno a settimana con liste d’attesa già sature fino a metà giugno.
Le 12 richieste per un ospedale sicuro
Il Comitato ha messo nero su bianco le istanze necessarie per ridare dignità alla sanità locale: nomina di un primario di Medicina e 2 medici di ruolo per la Dialisi; apertura della Riabilitazione motoria (20 posti letto); ripristino della turnazione dell’anestesista e della Day Surgery 5 giorni a settimana; attivazione di 4 posti di osservazione breve al Pronto soccorso; potenziamento del Laboratorio Analisi e della Radiologia (almeno 2 radiologi di ruolo); rilancio di Cardiologia con 2 medici in organico.
E ancora: ripristino delle responsabilità di reparto (Pronto soccorso, Anestesia, Dialisi, Analisi, Radiologia): messa in sicurezza e collaudo della scala di emergenza.
Verso la mobilitazione
Il mancato avvio del tavolo tecnico annunciato in Prefettura il 3 dicembre 2025 ha inasprito gli animi. Il Comitato San Bruno annuncia ora una protesta più incisiva e determinata. “Non si tratta di una contrapposizione istituzionale – spiegano dal Comitato – ma della legittima difesa del diritto alla salute di un intero comprensorio montano. La mobilitazione sarà forte, condivisa e pacifica, ma proporzionata alla gravità della situazione. La sanità non ha bandiere politiche: chiediamo il rispetto dei livelli essenziali di assistenza e la dignità sanitaria per le comunità delle Serre”.


