La sanità calabrese non soffre di una mancanza assoluta di medici, ma di una drammatica crisi di attrattività. È questo il cuore della dettagliata proposta che l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Reggio Calabria ha inoltrato ai vertici della Cittadella regionale. Un documento nato dall’esperienza sul campo per invertire una tendenza che vede i giovani talenti fuggire verso altre regioni, svuotando le corsie nostrane.
Assunzioni e formazione: il “modello salva-giovani”
Il primo pilastro della proposta riguarda il reclutamento. L’Ordine chiede assunzioni immediate a tempo determinato per i medici neolaureati, con una garanzia di stabilizzazione una volta ottenuta la specializzazione. Il piano prevede un accesso facilitato nelle strutture accreditate come rete formativa, superando i vincoli numerici nazionali. Un’operazione a costo zero per lo Stato: i professionisti, essendo già dipendenti, non peserebbero sul budget delle borse di studio universitarie.
Parallelamente, si punta alla copertura dei posti apicali vacanti con figure di comprovato valore e ad assunzioni fuori budget tarate sui bisogni reali, chiedendo al Governo deroghe normative per colmare le carenze strategiche.
Contratti, incentivi e sicurezza
Per restare in Calabria, i medici hanno bisogno di certezze. L’Ordine propone incentivi economici diretti, l’uniformità dei contratti tra ospedalieri, specialisti ambulatoriali e medici di famiglia, e la valorizzazione dell’intramoenia allargata anche presso strutture private accreditate. Cruciale anche il tema della dignità professionale: si sollecitano il riconoscimento rapido delle progressioni di carriera e misure drastiche per la sicurezza sul lavoro contro le aggressioni.
Il nodo management: atti aziendali “preistorici”
Uno dei passaggi più critici riguarda la gestione amministrativa. L’Ordine denuncia ritardi inaccettabili: al GOM di Reggio Calabria l’ultimo atto aziendale risale al 2016, mentre all’Asp al 2017. Questa paralisi blocca incarichi e premialità. La proposta è chiara: legare la conferma dei manager al rispetto rigoroso delle scadenze amministrative e aggiornare immediatamente gli assetti organizzativi.
Territorio e e integrazione
Per abbattere l’emigrazione sanitaria, il piano prevede: potenziamento delle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e servizi H24; razionalizzazione delle guardie mediche; creazione di PDTA (Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali) uniformi; rafforzamento dell’assistenza domiciliare e delle cure palliative per i pazienti fragili.
Una facoltà di Medicina a Reggio
Guardando al futuro, l’Ordine propone di inserire stabilmente i medici nei processi decisionali regionali e lancia l’idea della creazione di una Facoltà di Medicina a Reggio Calabria, supportata da accordi clinici con centri di eccellenza internazionali per trattenere le eccellenze sul territorio. “La Calabria ha i medici — conclude la nota dell’Ordine — ma serve un sistema meritocratico e affidabile”. La palla passa ora alla politica regionale: il tempo delle diagnosi è finito, serve la terapia.


