C’è un filo sottile che unisce il coraggio di chi resta a lavorare in Calabria e la determinazione di chi sceglie di portare qui competenze maturate in giro per il mondo. È lo stesso filo che ha guidato il prof. Luigi Bonavina, chirurgo di fama internazionale, a raccogliere la sfida lanciata dall’Università della Calabria: dirigere un centro di eccellenza per la formazione e la cura in ambito specialistico.
Intervistato nell’ambito del Premio NoidiCalabria.it – Storie di Resistenza e di Successo, Bonavina non si limita a parlare di chirurgia di precisione, ma affronta i nodi cruciali della sanità regionale e nazionale: medicina territoriale, migrazione sanitaria, integrazione pubblico-privato e formazione delle nuove generazioni di medici.
Intervistato nell’ambito del Premio NoidiCalabria.it – Storie di Resistenza e di Successo, Bonavina non si limita a parlare di chirurgia di precisione, ma affronta i nodi cruciali della sanità regionale e nazionale: medicina territoriale, migrazione sanitaria, integrazione pubblico-privato e formazione delle nuove generazioni di medici.

Il paziente prima dell’azienda
“Possiamo parlare di azienda sanitaria, ma senza dimenticare che l’obiettivo è la cura del paziente”, sottolinea Bonavina.
Il chirurgo invita a recuperare un approccio etico ed empatico, parlando in modo chiaro e comprensibile, evitando tecnicismi che aumentano l’ansia e creano distanza tra medico e malato.
Territorio e medicina
Bonavina denuncia lo smantellamento della medicina territoriale, che ha sovraccaricato ospedali e pronto soccorso: “Servono strutture intermedie e una riforma seria del Servizio Sanitario Nazionale, capace di garantire standard uguali in tutta Italia”.

Un modello virtuoso
Il professore indica la via di un’integrazione equilibrata tra pubblico e privato: “In alcune regioni, come la Lombardia, ha funzionato. Qui bisogna evitare che la sanità privata diventi l’unica alternativa per chi cerca cure di qualità”. “Non possiamo accettare che un calabrese debba andare a Milano o Bologna per curarsi. Investiamo nelle strutture e formiamo giovani professionisti, trattenendoli qui con condizioni di lavoro dignitose”, afferma con decisione. Il nuovo centro multidisciplinare dell’Unical sarà, nelle parole di Bonavina, una palestra di innovazione: “Dobbiamo professionalizzare la laurea. Non solo teoria, ma tanta pratica. Platone e Aristotele ci ricordano che servono entrambi”.
L’appello alla politica
Il messaggio finale è rivolto al futuro presidente della Regione: “Bloccare la migrazione sanitaria, potenziare le università e ridare dignità alla medicina di territorio. Solo così possiamo restituire fiducia e speranza ai pazienti”.