Sanità e liste d’attesa, un nuovo Cup e visite anche il sabato e la domenica

Il governo si appresta a varare un decreto attraverso il quale punta a dare una mano alle Regioni snellendo le procedure

Una piattaforma unica per prenotazioni e visite mediche anche nei weekend. Sembra essere ancora all’anno zero. A distanza di tanto tempo, ormai, dalla fine dell’emergenza Covid il governo centrale e con esso le regioni, discutono su quale percorso intraprendere per azzerare le liste d’attesa. Quelle contro le quali combattono i cittadini giorno per giorno. Sulla scorta di quanto riferito da Gazzetta del Sud, infatti, a Roma si starebbe accelerando per approvare un decreto per far nascere una piattaforma unica di monitoraggio e interoperabilità dei Centri di prenotazione (Cup) prevedendo visite mediche anche nei giorni di sabato e domenica.
Un piano nazionale che dovrà trovare perfetta sintonia nelle Regioni. Alla Cittadella tale novità dovrebbe essere assorbita per intero da Azienda Zero, alla cui guida il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha piazzato Gandolfo Miserendino.
Per provare a invertire la rotta in maniera concreta questa volta le direttive arriveranno dall’alto, quasi a voler significare che le Regioni, in particolare la Calabria, da sole non possono farcela. In linea con il Centro unico di prenotazione dovranno essere anche le cliniche o centri diagnostici privati accreditati, pena la perdita della convenzione. Tutto questo comporta che nessuna Asp potrà fare più da sé, come avveniva fino qualche anno fa. E chi non sarà in grado per un motivo o per un altro di presentarsi a visita dovrà provvedere a disdire perché in caso contrario sarà ugualmente chiamato a pagare il ticket.
Compito del nuovo Cup sarà anche quello di attivare un servizio di recall, così come già avviene da tempo quando si prenota una visita dall’estetista o dal parrucchiere, il messaggino sul telefonino cellulare ricorda l’appuntamento. Pertanto al vaglio, e speriamo si faccia in fretta, una sola porta di ingresso per le prenotazioni. Nella speranza che non si verifichi che chi prenoti a Reggio Calabria non venga dirottato a Cosenza e viceversa.

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