“Oggi l’ospedale ‘San Bruno’ è ufficialmente privo di un anestesista. Questo non è solo un disservizio: è un attentato alla salute di tutto il territorio delle Serre. Senza anestesista il Pronto soccorso è monco, le emergenze non possono essere gestite e la vita di ognuno di noi è appesa a un filo. Se entro le prossime ore non avremo notizie, non resteremo a guardare mentre decidono a tavolino di chiudere il nostro ospedale per ‘inerzia burocratica’”. Questo il messaggio diffuso dal Comitato ‘San Bruno’, da sempre impegnato nella difesa del nosocomio, i cui componenti hanno deciso di passare dalle parole ai fatti.
L’esposto
Queste le prossime azioni a partire da oggi: il Comitato annuncia un esposto formale alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, con cui si chiede di accertare le responsabilità per interruzione di pubblico servizio e omissione di atti d’ufficio. “Chi ha negato la proroga all’unico medico disponibile o non ha trovato un sostituto deve risponderne legalmente”, sottolineano i membri del Comitato.
Il presidio
Ci sarà inoltre un presidio permanente davanti all’ospedale, con le tende montate all’ingresso. “Non ce ne andremo finché non vedremo un medico anestesista varcare quella soglia in servizio”, affermano gli organizzatori. Il presidio è aperto a tutti: cittadini, sindaci e associazioni sono invitati a partecipare.
Appello alla cittadinanza: “La salute non ha colore politico. Se chiude l’ospedale, muore il territorio. Vi aspettiamo davanti al San Bruno. Portate una sedia, portate la vostra rabbia, ma soprattutto portate la vostra presenza”. Il Comitato invita a condividere il messaggio: “Facciamo arrivare il grido delle Serre fino a Catanzaro e a Roma. Vi terremo aggiornati su data e ora… stateci vicini!”.


