Sanità, stop agli accorpamenti forzati delle guardie mediche nel Vibonese

Il commissario Sestito azzera il piano ereditato dalla precedente gestione prefettizia. Nuovo avviso pubblico e incentivi economici per la flessibilità territoriale

Dietrofront sulla gestione della continuità assistenziale nella provincia di Vibo Valentia. Con la delibera numero 297/CS del 29 maggio 2026, il commissario straordinario dell’Asp, Angelo Vittorio Sestito, ha sospeso con effetto immediato il precedente provvedimento (la delibera n. 176 dell’8 aprile 2026) ereditato dalla Commissione straordinaria cessata dall’incarico il mese scorso. Il vecchio piano, che imponeva l’accorpamento coatto del personale e l’obbligo di turnazione alternata su più sedi per tamponare la drammatica carenza di medici, è stato giudicato inapplicabile e rischioso sotto il profilo logistico, clinico e contrattuale.

Le criticità insuperabili: viabilità e contratti a rischio

La decisione di azzerare il piano della terna commissariale prefettizia poggia su un’istruttoria tecnica rigorosa condotta dalla Direzione del Distretto sanitario, guidata dalla dottoressa Maria Dolores Passante. Due i nodi insuperabili che avrebbero rischiato di paralizzare l’assistenza territoriale sul territorio provinciale (che conta 149.922 residenti assistiti da ben 38 postazioni di guardia medica):

L’ostacolo oro-geografico

Il territorio vibonese è caratterizzato da aree montane e da una rete viaria interna complessa. Costringere un medico a spostarsi d’urgenza da una sede all’altra nelle ore notturne o con meteo avverso avrebbe causato, si legge nel documento, un “aggravio sproporzionato delle condizioni di svolgimento del servizio, con potenziale compromissione della sicurezza del paziente e del prestatore di cura”, esponendo l’azienda a pesanti contenziosi medico-legali.

Il vincolo sindacale e contrattuale

Secondo l’Accordo Collettivo Nazionale (Acn) di categoria, i medici di continuità assistenziale sono titolari di incarichi specifici per singola postazione. L’obbligo unilaterale e coercitivo di prestare servizio altrove violava le procedure convenzionali, esponendo l’Asp a seri rischi giuridici ed economici.

Cosa succede adesso

Nelle more di una riorganizzazione definitiva, l’Asp manterrà attive tutte le postazioni compatibilmente con la disponibilità di titolari e sostituti. Nel caso in cui una sede dovesse rimanere temporaneamente scoperta per mancanza di personale, i cittadini non saranno lasciati soli: l’utenza dovrà fare riferimento alla postazione territorialmente più vicina, che verrà segnalata tramite appositi avvisi cartacei esposti al pubblico, in attesa del lancio di un’applicazione informatica dedicata.

La strategia

Per risolvere stabilmente l’emergenza, il Commissario Sestito (con il parere favorevole del direttore sanitario aziendale, dottor Ilario Lazzaro) ha tracciato una nuova linea d’azione basata sull’accordo e non sull’imposizione. A breve sarà bandito un avviso pubblico aperto per stilare una graduatoria aziendale finalizzata al conferimento di incarichi provvisori e sostituzioni a tempo determinato.

Qualora l’avviso non dovesse bastare a coprire tutti i buchi in organico, scatterà un meccanismo di flessibilità concordato e remunerato: il medico della postazione limitrofa potrà presidiare, esclusivamente all’interno del proprio turno di servizio, anche la sede rimasta scoperta. Per questo specifico e oggettivo aggravio di lavoro, l’Asp ha previsto la possibilità di riconoscere un ristoro economico eccezionale cumulabile con lo stipendio ordinario, l’entità del quale sarà negoziata direttamente con i sindacati di categoria. La misura scatterà solo se la scopertura sarà formalmente accertata e attestata dal Responsabile del servizio.

Transizione verso le Case di Comunità

Questo modello organizzativo temporaneo rimarrà in vigore fino alla completa attuazione della nuova rete territoriale prevista dal DM 77/2022 e dai decreti regionali. La programmazione futura prevede infatti lo sbarco sul territorio delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft), delle Centrali Operative Territoriali (Cot) e soprattutto delle Case di Comunità.

Saranno proprio queste ultime (nelle strutture Hub come requisito obbligatorio e in quelle Spoke come opzione facoltativa) a ridisegnare integralmente la mappa e le funzioni della continuità assistenziale nel Vibonese. La delibera, già firmata digitalmente e pubblicata sull’Albo pretorio aziendale dalla dottoressa Eleonora Palermo, specifica infine che il provvedimento non comporta immediati oneri di spesa per le casse dell’azienda sanitaria.

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