La mobilitazione per il diritto alla salute nel Vibonese compie un salto di qualità importante, spostando il baricentro della protesta dalle piazze alle sedi istituzionali. Il messaggio che arriva dal mondo dell’associazionismo è tanto semplice quanto perentorio: la sanità non ha colore politico.
L’iniziativa, che punta a portare il dibattito direttamente all’interno della sala consiliare del Comune di Vibo Valentia, nasce dalla volontà di superare la stagione delle sole denunce per arrivare a un impegno concreto e, soprattutto, trasversale. A guidare il fronte della società civile è Daniela Primerano, presidente di Città Attiva, la quale sottolinea come non sia più tempo di divisioni ideologiche quando in gioco c’è l’integrità fisica dei cittadini.
Una situazione insostenibile
Il quadro tracciato dalle associazioni è quello di un territorio che non può più attendere. Le carenze strutturali, i servizi insufficienti e le enormi difficoltà di accesso alle cure rappresentano ormai dei “macigni” che schiacciano quotidianamente la popolazione, costretta spesso a viaggi della speranza o a rinunciare alla prevenzione.
“La salute è un diritto fondamentale e universale — ribadiscono i portavoce dei movimenti — e deve essere tutelato al di sopra di ogni schieramento”.
L’appello alla politica
L’obiettivo del confronto richiesto ad amministratori e rappresentanti politici è la sottoscrizione di un impegno pubblico. Non si cercano più promesse elettorali, ma un’assunzione di responsabilità che metta fine all’immobilismo degli ultimi anni. La richiesta è chiara: trasformare il dialogo istituzionale in azioni reali e immediate.
La palla passa ora alla politica vibonese, chiamata a rispondere se sia pronta a spogliarsi delle proprie appartenenze per difendere l’unico bene che, per definizione, appartiene a tutti: la vita.


