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Sanità vibonese sul lastrico, i sindacati: “Un paziente in coma che si spegne lentamente”

Tra reparti chiusi, carenza cronica di personale e servizi ridotti all'osso, il diritto alla salute nel territorio di Vibo Valentia appare ormai devastato

Le organizzazioni sindacali dei medici dell’Asp di Vibo Valentia hanno diffuso una nota congiunta per esprimere una “tangibile preoccupazione” circa la gestione sanitaria regionale che, nel territorio vibonese, assume toni definiti drammatici. Secondo i rappresentanti di categoria, la sanità locale rappresenta oggi il simbolo più clamoroso del fallimento delle politiche sanitarie calabresi e di un “Piano di Rientro” che ha devastato il diritto alla salute dei cittadini, sacrificandolo sull’altare di un risanamento contabile cieco e distante dalle reali esigenze della popolazione. Nonostante il Consiglio dei Ministri abbia decretato l’8 aprile 2026 la revoca del commissariamento dopo ben 17 anni, aprendo a prospettive di gestione ordinaria, il quadro clinico delle strutture resta critico poiché dal 2017 l’azienda è stata affidata a commissari privi delle condizioni materiali per operare efficacemente.

Impoverimento progressivo

La denuncia sindacale tratteggia un sistema “smontato pezzo dopo pezzo” in cui si registra un impoverimento progressivo dei reparti: si va dalla chiusura di Urologia e Psichiatria alla situazione della Neurologia, dove la carenza di medici consente solo visite urgenti portando all’annullamento di quelle prenotate. Il collasso tocca anche le dialisi periferiche, prive di nefrologi e a rischio privatizzazione, e i presidi di Serra San Bruno e Tropea, dove i radiologi sono totalmente assenti, mentre l’emergenza e la medicina territoriale non sono mai realmente decollate. Davanti a un sistema incapace di assicurare persino gli standard minimi di cura, i sindacati bocciano anche l’operato della Commissione Straordinaria, definendolo “l’ennesima occasione mancata” poiché l’atto aziendale è rimasto una chimera e l’attività distrettuale è paralizzata dalla mancanza di personale.

Svolta radicale o sarà la fine

Paragonando la sanità vibonese a un paziente in coma che si spegne lentamente, i medici – rappresentati dai firmatari Grazia Capuano (ANAAO), Francesco Andreacchi (CIMO), Antonio Pugliese (CISL MEDICI), Ivania Figliano (FIALS FVM), Vincenzo Maiolo (FVM-FISMU) e Alessia Piperno (FVM-SMI) – invocano con forza una svolta radicale che rimetta al centro i bisogni dei cittadini e restituisca dignità al sistema. Continuando su questa strada, avvertono le sigle in questa nota del 15 aprile 2026, ci si assume la responsabilità politica e morale della negazione di un diritto fondamentale come quello alla salute.

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