Scarcerato dopo vent’anni Gregorio Bellocco, storico boss della cosca di Rosarno

L’uscita dal carcere risale a giugno 2025 ma la notizia è emersa solo ora. Da due giorni l’ex capoclan è in libertà vigilata dopo un periodo di sorveglianza speciale

Era stato scarcerato sette mesi fa, nel giugno del 2025, ma solo in questi giorni la notizia è diventata di dominio pubblico. Gregorio Bellocco, classe 1955, uno dei “pesi massimi” dell’omonima cosca di ’ndrangheta di Rosarno, ha lasciato il carcere dopo aver scontato circa vent’anni di reclusione. A rendere noto il provvedimento è stato Klaus Davi attraverso i suoi canali social. Secondo quanto riferito, Bellocco si troverebbe da due giorni in libertà vigilata, dopo aver trascorso sette mesi sottoposto a sorveglianza speciale successivamente alla scarcerazione.

La notizia e la ricostruzione dei fatti

A ricostruire l’intera vicenda è stata la Gazzetta del Sud, che ha ripercorso le tappe principali della carriera criminale e giudiziaria del boss rosarnese. Conosciuto con i soprannomi di “u lupu solitariu” e “testazza”, Bellocco ha guidato per circa un decennio la famiglia di ’ndrangheta di Rosarno mentre era in latitanza. Dal 1996 figurava nella lista dei latitanti più pericolosi d’Italia, assumendo il comando del clan dopo l’arresto del cugino Umberto Bellocco, detto “assu ‘i mazzi”, avvenuto l’anno precedente.

L’arresto nel bunker delle campagne 

La sua latitanza si è conclusa il 16 febbraio 2005, quando i Carabinieri lo arrestarono durante un blitz in un bunker nascosto nelle campagne di Rosarno. Bellocco si trovava in un rifugio sotterraneo, protetto da una rete di familiari che ne avevano garantito per anni l’irreperibilità. Nei mesi e negli anni precedenti, le forze dell’ordine avevano progressivamente ristretto il cerchio attorno al boss, senza però riuscire a catturarlo. Nel dicembre del 2003 Bellocco riuscì a sfuggire a un arresto ad Anoia, nella Piana di Gioia Tauro, dove i militari individuarono un’abitazione che avrebbe potuto ospitarlo. In quell’operazione fu arrestato il cugino Carmelo Bellocco, che nel tempo assunse il ruolo di reggente della cosca.

La latitanza dopo l’operazione “Isola felice”

Bellocco si era reso irreperibile già nel 1994, dopo l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti nell’ambito dell’operazione “Isola felice”, condotta dai Carabinieri del Ros contro la cosca di Rosarno. Da allora, per oltre dieci anni, era riuscito a sottrarsi alla cattura, mantenendo il controllo dell’organizzazione criminale anche da latitante. Ora, a distanza di vent’anni dall’arresto e dopo una lunga detenzione, il nome di Gregorio Bellocco torna a far parlare di sé, riaccendendo l’attenzione sullo storico clan della Piana di Gioia Tauro e sugli equilibri della ’ndrangheta nel territorio calabrese.

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