Separazione delle carriere, Giuseppe Altieri portavoce del Comitato per il NO nel circondario di Vibo Valentia

Una scelta che rafforza la struttura territoriale del fronte contrario alla riforma costituzionale sulla giustizia. Prende forma un presidio organizzato con una figura di primo piano del mondo giuridico e politico

Il Comitato Avvocati per il No rafforza la propria presenza nel Vibonese con una nomina che porta con sé peso istituzionale e riconoscibilità pubblica. Il presidente nazionale del Comitato, l’avvocato Franco Moretti, ha infatti designato Giuseppe Altieri come portavoce per il circondario di Vibo Valentia. Una scelta che arriva in un momento delicato del confronto sulla riforma costituzionale della giustizia e che punta a dare al fronte del No un riferimento autorevole sul territorio. Altieri non è soltanto un avvocato di primo piano – già presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e componente del Consiglio Nazionale Forense – ma anche un esponente del Partito Democratico a livello regionale, con una lunga esperienza politica che si affianca a quella professionale. Un profilo che, secondo il Comitato, può contribuire a rendere più incisiva l’azione di informazione e mobilitazione nell’area vibonese.

La scelta e il profilo

La nomina è stata ufficializzata direttamente da Moretti, che ha sottolineato la necessità di affidare il coordinamento locale a una figura capace di coniugare competenza giuridica e capacità di interlocuzione pubblica. Altieri rappresenta entrambe le dimensioni: da un lato la conoscenza profonda dei meccanismi dell’ordinamento giudiziario, dall’altro un ruolo politico che lo colloca nel dibattito regionale e nazionale.

Le ragioni dell’adesione

Nel motivare la propria adesione al Comitato, Altieri ha parlato senza mezzi termini di una riforma “sbagliata, inutile e pericolosa”. A suo giudizio il progetto non risolve le criticità strutturali della giustizia e non dà piena attuazione ai principi del processo accusatorio. Al contrario, la separazione del Consiglio superiore della magistratura inquirente da quello giudicante produrrebbe, secondo Altieri, un accentramento eccessivo di poteri in capo ai pubblici ministeri sul piano disciplinare. Un altro punto critico riguarda il meccanismo di selezione dei componenti togati del Csm: il sorteggio puro, previsto per i magistrati, si affianca a una preselezione parlamentare per i membri laici, creando – sempre secondo il nuovo portavoce – una distorsione nella rappresentanza e un possibile squilibrio a favore delle nomine di derivazione politica.

I timori istituzionali

La riforma viene inoltre letta da Altieri come parte di un disegno più ampio. L’origine governativa del testo e l’approvazione senza modifiche parlamentari sono, a suo avviso, segnali di una tendenza che potrebbe estendersi ad altri snodi dell’assetto costituzionale. In questa prospettiva, il cambiamento della magistratura sarebbe solo il primo passo verso interventi come il premierato e una progressiva compressione delle prerogative del Presidente della Repubblica. Con la nomina di Altieri, il Comitato Avvocati per il No punta dunque a strutturare nel Vibonese un fronte capace di portare queste argomentazioni fuori dalle aule forensi e dentro il dibattito pubblico, in vista di una campagna referendaria che si annuncia lunga e altamente politicizzata.

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