Trentatré giorni senza anestesista. Un’assenza che pesa sul futuro dell’ospedale di Serra e, soprattutto, sulla sicurezza sanitaria di un intero territorio. È questo il grido d’allarme lanciato da Rocco La Rizza, presidente del Comitato San Bruno, in prima linea per la tutela e la difesa dei diritti sanitari nella zona delle Serre.
Le sue parole, pronunciate in un video pubblicato sulla pagina Facebook del Comitato, arrivano dall’esterno dell’ospedale, dove nei giorni scorsi è stata montata una tenda in segno di protesta. Un gesto simbolico ma forte, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla mancanza di una figura fondamentale come quella dell’anestesista, senza la quale un ospedale di area disagiata non può funzionare.
Basta vivere di elemosina
“Manca la programmazione in tutto e per tutto – denuncia La Rizza –. Come si fa a mandare avanti un ospedale senza anestesista?”. Dopo oltre un mese di criticità, la soluzione individuata dall’Asp di Vibo si traduce in un contratto temporaneo che scadrà il prossimo 28 febbraio. “Tra appena 26 giorni il problema si riproporrà – sottolinea –. Non possiamo continuare a vivere di elemosina”.
Il presidente del Comitato allarga lo sguardo a una crisi più ampia: non solo anestesisti, ma anche carenze di nefrologi per la dialisi, cardiologi, chirurghi. “Un giorno manca uno, il giorno dopo un altro. Così non si può andare avanti”, afferma, chiamando alla mobilitazione tutta la cittadinanza delle Serre.
Serve una protesta forte
L’appello è diretto e senza sconti: ai cittadini, invitati a unirsi a una protesta forte e organizzata nei prossimi giorni, ma anche alle massime autorità istituzionali. “Mi rivolgo nuovamente al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e al prefetto di Vibo Valentia – dice La Rizza –. L’assistenza sanitaria in queste zone è quasi a zero. I dirigenti dell’Asp di Vibo giocano con le nostre vite”.
Nonostante l’amarezza, La Rizza ribadisce la determinazione del Comitato: “Noi ci siamo e continueremo questa battaglia, non ci fermeremo”. Un ringraziamento particolare viene rivolto alla commercialista Lucia Rachiele, il cui intervento, secondo il presidente, “è stato determinante per arrivare almeno a questo fragile e temporaneo epilogo”.
La speranza, ora, è che dalle promesse si passi finalmente ai fatti: “Ci auguriamo che dal prossimo mese l’ospedale possa avere un anestesista fisso – conclude – per garantire un minimo di continuità e dignità all’assistenza sanitaria di un territorio che non può più aspettare”.


