Quindici anni di precariato e, finalmente, la possibilità di guardare al futuro con maggiore serenità. È la storia delle cinque lavoratrici TIS del Comune di Serra San Bruno che hanno scelto di intervenire pubblicamente, dopo le polemiche politiche attorno al percorso che ha portato alla loro stabilizzazione. Non vogliono essere strumentalizzate e rivendicano il significato personale e professionale del traguardo raggiunto.
“Non è una semplice pratica amministrativa”
Per le cinque dipendenti, infatti, la stabilizzazione rappresenta molto più della conclusione di un iter burocratico. “Dopo 15 anni di precariato, finalmente siamo state stabilizzate dal Comune di Serra San Bruno”, sottolineano, evidenziando come il risultato coinvolga direttamente la loro vita quotidiana. “Per noi non è una semplice pratica amministrativa. È il risultato di un percorso che riguarda la nostra vita, le nostre famiglie, le nostre prospettive e la dignità del nostro lavoro”.
Il ringraziamento all’amministrazione
Nel loro intervento, le lavoratrici riconoscono alla compagine guidata dal sindaco Alfredo Barillari il ruolo avuto nel percorso che ha condotto all’assunzione definitiva. Secondo quanto raccontano, l’amministrazione le avrebbe seguite passo dopo passo, informandole delle difficoltà incontrate, dei vincoli esistenti e del lavoro necessario per arrivare al risultato. “Senza mai false promesse e senza mai speculare sulla nostra situazione”, affermano le cinque donne, che ricordano anche i momenti complessi attraversati dal Comune.
“Sappiamo che non era una situazione semplice”
Le dipendenti sottolineano di essere consapevoli delle problematiche che hanno accompagnato l’iter. “Sappiamo bene che la situazione economico-finanziaria del Comune non era semplice e che arrivare a questo risultato, a prescindere dai contributi regionali, ha richiesto lavoro, scelte e responsabilità”. Da qui nasce il ringraziamento nei confronti di quanti, a loro giudizio, si sono impegnati affinché la stabilizzazione diventasse realtà.
La domanda sulle amministrazioni precedenti
Nel loro intervento non manca, però, una riflessione sulle polemiche sollevate nelle ultime settimane. “Dov’erano le amministrazioni e coloro che oggi intervengono sulla nostra stabilizzazione durante i 15 anni in cui siamo rimaste precarie?”, chiedono. E aggiungono: “Cosa è stato fatto concretamente prima per migliorare la nostra condizione?”. Una domanda che, precisano, “non vuole essere una provocazione, ma una semplice riflessione”, maturata sulla base della loro esperienza personale.
“La stabilizzazione è arrivata con questa amministrazione”
Le cinque lavoratrici rivendicano quindi la propria libertà di raccontare ciò che hanno vissuto senza che la loro vicenda sia utilizzata nello scontro politico. “Noi possiamo parlare soltanto per la nostra esperienza e per ciò che abbiamo vissuto”, affermano. E il punto centrale, secondo il loro racconto, è uno: “La stabilizzazione è arrivata con questa amministrazione”. Per questo considerano “profondamente ingiusto” che il “risultato raggiunto venga oggi trasformato in un attacco da parte dell’opposizione”.
“Oggi possiamo guardare al futuro con maggiore serenità”
“Siamo cinque lavoratrici che, dopo 15 anni di precariato, oggi possono finalmente guardare al futuro con maggiore serenità”, affermano. Un traguardo che scelgono di accompagnare con un ringraziamento rivolto a chi, durante il percorso, le ha ascoltate e informate. “Grazie per averci ascoltato. Grazie per averci informato durante il percorso. Grazie per aver affrontato le difficoltà. Grazie per aver portato a compimento un itinerario che per noi sembrava interminabile”. A concludere il messaggio sono proprio le cinque protagoniste della vicenda: Raffaela, Marcella, Bruna, Rosetta e Bruna, che aggiungono un ultimo pensiero per gli auguri ricevuti dopo la stabilizzazione. “E questa è la nostra storia”, concludono.




