Sirna torna a Reggio da questore: priorità alla lotta ai clan e a una polizia sempre più vicina ai cittadini

Il nuovo questore si presenta alla stampa ricordando il suo primo arrivo in città nel 1989, negli anni della faida mafiosa e dei sequestri di persona. Oggi trova una realtà profondamente cambiata e strutture della polizia nettamente migliorate

“A Reggio Calabria ho iniziato la mia attività lavorativa nella Polizia di Stato. Sono arrivato qui nel luglio del 1989 quando la città e la Provincia erano nella morsa della faida mafiosa e dei sequestri di persona. Una Reggio molto diversa da quella che trovo adesso. Anche dal punto di vista logistico la Polizia di Stato è sicuramente migliorata. Noi all’epoca lavoravamo in via Santa Caterina e poi accanto a un accampamento, in una situazione insomma di precarietà. Oggi le cose sono sicuramente migliorate”. Lo ha detto il nuovo questore di Reggio Calabria, Paolo Sirna, presentandosi ai giornalisti dopo il suo trasferimento dalla questura di Torino.

Per quanto riguarda le prime direttive “senza dubbio la criminalità organizzata e la lotta al crimine in generale – ha aggiunto Sirna – costituiscono sempre la priorità nel lavoro delle forze dell’ordine, quindi anche della Polizia di Stato. Adesso va accompagnata la sinergia istituzionale, perché qualsiasi obiettivo che si prefigga di far migliorare la convivenza civile e il benessere dei cittadini passa attraverso il funzionamento delle istituzioni che, da sole, non possono realizzare questo obiettivo se non lavorando sinergicamente. Mi adopererò con i vertici istituzionali per offrire tutta la mia collaborazione in questa direzione”.

“Torino è una realtà completamente diversa da quella di Reggio Calabria, – ha sottolineato il nuovo questore – dedicherò tutto il mio tempo e tutto il mio lavoro a Reggio Calabria e ai reggini. Ci siamo sentiti con il mio predecessore, il dottor La Rosa, che ha offerto la sua collaborazione nel passarmi il testimone. Gli sono molto grato per questo e per il lavoro che ha fatto. Mi auguro che la questura di Reggio Calabria possa conseguire successi e contribuire al benessere della cittadinanza. Il nostro è un lavoro al servizio dei cittadini, per migliorare la qualità della vita di ogni giorno, di ogni cittadino”.

Circa il tema della polizia di prossimità secondo il questore Sirna “è la polizia del presente e sarà anche quella del futuro, perché viviamo in una condizione in cui siamo sempre più soli. Ci sono persone che vivono le loro vulnerabilità, le loro esigenze personali nella individualità più assoluta. Mi riferisco alle persone più fragili come agli anziani. Se la polizia vuole infondere sicurezza può farlo proprio attraverso l’azione di prossimità, cioè stando vicino alla gente. Si tratta dell’azione quotidiana che deve ispirare il lavoro di ciascun poliziotto, essere al servizio delle persone, ascoltando il prossimo standogli vicino. Quindi la prossimità è sicuramente lo strumento, la chiave di lettura del nostro lavoro”. (Ansa)

 

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