Il dibattito pubblico a Tropea si accende attorno al nuovo Regolamento comunale per la disciplina della sosta a pagamento e del piano urbano della sosta, approvato dalla Commissione Straordinaria con deliberazione n. 30 dell’11 febbraio 2026. Un provvedimento che, secondo quanto denunciato dall’ex consigliere comunale Antonio Piserà, “sta già producendo effetti rilevanti sul tessuto cittadino, generando un diffuso disagio tra residenti, lavoratori e attività economiche”.
Il quadro normativo e le criticità tecniche
Pur riconoscendo che il potere dei Comuni di disciplinare la sosta nei centri abitati è pienamente legittimato dall’articolo 7 del Codice della Strada, Piserà sottolinea come l’impianto normativo imponga che “tali scelte siano esercitate nel rispetto di principi di proporzionalità, equilibrio e adeguata motivazione”. In questo contesto, emergono criticità definite “evidenti”. La struttura del regolamento appare eccessivamente demandante, poiché rinvia a successivi atti amministrativi la definizione di elementi essenziali quali tariffe, orari e individuazione delle aree. Questo approccio determinerebbe un ampliamento della discrezionalità amministrativa, rischiando di indebolire la certezza del diritto e la trasparenza dell’azione pubblica.
L’equilibrio tra strisce blu e aree libere
Un punto cruciale riguarda il principio di equilibrio tra sosta a pagamento e sosta gratuita. La normativa nazionale prevede che, in presenza di parcheggi a pagamento, debbano essere garantite adeguate aree libere nelle immediate vicinanze. Secondo l’ex consigliere, la mancata individuazione puntuale di tali spazi si traduce in una compressione eccessiva del diritto alla sosta. A ciò si aggiungono dubbi sulla disciplina delle sanzioni e delle modalità applicative, che apparirebbero non perfettamente allineate ai principi di tipicità e chiarezza, con il rischio di un aumento del contenzioso.
La dimensione sociale e il ruolo della Commissione
Oltre agli aspetti tecnici, il provvedimento viene analizzato per il suo impatto sociale. In una realtà come Tropea, con forte pressione turistica e spazi limitati, il sistema delineato rischierebbe di alterare gli equilibri tra residenti e dinamiche economiche. “La regolamentazione della sosta, in questo caso, non è più una semplice questione tecnica, ma assume una chiara dimensione sociale”, afferma Piserà. L’analisi tocca poi la natura dell’organo deliberante. Sebbene la Commissione Straordinaria svolga un ruolo fondamentale di garanzia della legalità, non sarebbe, per sua natura, il luogo della mediazione politica. Scelte così impattanti richiederebbero un confronto ampio e una sintesi che solo un’amministrazione pienamente rappresentativa può assicurare.
L’appello
Per tali ragioni, viene invocato un atto di responsabilità istituzionale: sospendere l’entrata in vigore del regolamento. L’obiettivo è avviare una fase di approfondimento e ascolto del territorio per evitare tensioni sociali e contenziosi. “Tropea ha bisogno di equilibrio, non di rigidità. Ha bisogno di soluzioni condivise, non di provvedimenti calati dall’alto,” conclude Piserà, ribadendo che la regolamentazione della sosta deve essere uno strumento di ordine e vivibilità, e non un fattore di divisione per la comunità.


