Stinà accende il dibattito in Fratelli d’Italia: il risultato delle comunali è stato un flop

Secondo l'ex dirigente i consensi ottenuti dalla lista messa in campo per le amministrative è soprattutto merito di candidati esterni al partito

Le riflessioni ci sono all’interno dei partiti, ma molto spesso non vengono rese pubbliche. Chi invece non usa mezzi termini è Franco Stinà, già dirigente di Fratelli d’Italia, minoranza al recente congresso provinciale che ha visto primeggiare la componente che fa capo all’attuale segretario Pasquale La Gamba. Stinà, tanto per sgombrare il campo dagli equivoci parte dal prossimo impegno elettorale, ovvero quello del 23 e 24 giugno quando dice, <il centrodestra a Vibo Valentia è chiamato ad una grande mobilitazione per portare alla vittoria il candidato a sindaco Roberto Cosentino potendo così confermare la scia positiva che vede il centrodestra alla guida della città ininterrottamente da quindici anni. È certamente un obbligo, soprattutto è un dovere per quanti come noi hanno una storia di impegno politico sempre coerentemente a destra>.
<Come uomo di destra leale e coerente non mi tiro indietro. Nemmeno di fronte alla doverose assunzioni di responsabilità, dinanzi ad un’analisi che sia schietta, sincera, senza ipocrisie e falsità. Questo perché è necessario capire cosa sia successo e cosa abbia provocato la frenata che oggi costringe il centrodestra al ballottaggio dopo che i precedenti sindaci erano stati eletti direttamente al primo turno con numeri entusiasmanti ed in linea con la storia politica della nostra città. Ciascuno farà l’esame al proprio interno, io – noi – dobbiamo farlo al nostro interno, all’interno del gruppo di Fratelli d’Italia a Vibo Valentia, per capire le ragioni del nostro flop. Perché di questo si tratta: un flop. Perché il dato reale è in verità ben più negativo perché nascosto da un bluff che fa apparire numeri superiori alla realtà>.
Partendo da questa premessa, ovvero dal fallimento, Stinà aggiunge: <Partiamo dalle elezioni di cinque anni fa, quando Fratelli d’Italia era ancora una giovane formazione politica che Giorgia Meloni aveva preso in consegna pochi anni prima ed il partito a Vibo Valentia era ancora alle fasi iniziali. Sono testimone diretto di come fu composta la lista per le elezioni comunali, perché impegnato personalmente alla sua stesura. Il risultato fu – tutto sommato – lusinghiero riuscendo a totalizzare 1.224 voti pari al 6.53%. I successivi cinque anni sono momenti di grande crescita ed esaltazione politica, con il trionfo del nostro partito ad un livello tale da portare la nostra leader Giorgia Meloni alla guida del Governo della nostra amata Patria. Ed a Vibo Valentia possiamo annoverare con successo il lavoro ben fatto del nostro rappresentante nella Giunta Limardo, Michele Falduto. Sono, queste, premesse importanti e di grande auspicio per la segreteria provinciale risultata vincente dall’ultimo congresso dello scorso febbraio. Come sia andata a finire, invece, lo testimoniano i fatti>.
<Mentre in tutta Italia si vive l’euforia di un partito che, sulla scia del successo personale del capo del governo e nostro leader Giorgia Meloni, conquista consensi ogni giorno di più, a Vibo Valentia si registra nel comporre la lista per le Comunali l’enorme difficoltà di un segretario che si isola volendosi attestare nella figura di “uomo solo al comando”. Nasce così – osserva l’ex dirigente – una lista incompleta, rabberciata e frutto di innesti estranei al partito, suggeriti ed offerti da altri gruppi politici, sebbene importanti perché garantiscono alla lista un numero di voti decisamente rilevanti. Di fatto, però, è un bluff, che confonde la realtà mescolando i voti di partito a quelli degli innesti esterni.
E tutto ciò, ironia delle ironie, non garantisce il presumibile trionfo, tutt’altro. Fratelli d’Italia alle Comunali si ferma a 1.499 voti par all’8.27%. Una crescita di appena un punto e mezzo in percentuale, rispetto a cinque anni fa, che è in realtà un regresso perché almeno 700/800 voti sono frutto di quegli innesti esterni. E tutto questo mentre alle contemporanee elezioni per il parlamento europeo la lista capeggiata da Giorgia Meloni sale fino al 25.07% presentandosi – com’è giusto che sia, vorrei dire – come il primo partito in città della coalizione con 3.995 voti>.
<Come spiegare questa emorragia che si consuma nello stesso giorno?>, si chiede Stinà. <A chi imputare questo flop? In una situazione politica “normale”, il responsabile del partito ne trarrebbe le inevitabili conclusioni assumendosi le inesorabili responsabilità fino alle estreme conseguenze>.

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