La sequenza di incidenti, alcuni dei quali mortali, ha riacceso nel Vibonese il dibattito sulla sicurezza delle strade. Un’emergenza nella quale le responsabilità non possono essere ricondotte automaticamente alle condizioni della viabilità, perché in molti casi entrano in gioco comportamenti individuali, velocità e controlli. Ma resta il tema delle condizioni delle arterie, soprattutto quelle maggiormente percorse nel periodo estivo. A fare il punto è il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Corrado L’Andolina, che rivendica gli interventi realizzati e indica nella collaborazione tra enti la strada da seguire.
Sulla viabilità abbiamo fatto passi avanti
“Noi non abbiamo una competenza specifica sulla circolazione stradale, ma sulla viabilità gli interventi ci sono stati e sono stati anche consistenti”, spiega L’Andolina. Il presidente sottolinea come negli ultimi anni siano state realizzate opere di messa in sicurezza e come altri interventi siano già programmati. E aggiunge un dato che, nella sua lettura, testimonia l’attenzione dell’ente: “Negli ultimi quattro anni, da quando sono presidente della Provincia, non c’è una sola citazione in giudizio della Provincia per responsabilità legate a incidenti mortali”.
Tra gli interventi citati c’è quello sulla strada provinciale nel tratto di Zambrone, dove sono stati realizzati tre dossi e una rotatoria. “C’erano circa venti incidenti all’anno, quest’anno non ce n’è stato praticamente nessuno grave”, sottolinea.
Un milione e mezzo sulla strada del mare
È soprattutto la strada del mare a rappresentare uno dei punti più delicati, considerato l’aumento del traffico nei mesi estivi. “Abbiamo investito un milione e mezzo”, ricorda il presidente. Il finanziamento ha consentito interventi sulla ex statale 522, oggi strada provinciale 95, con il rifacimento di diversi tratti di asfalto, opere per la raccolta delle acque nel territorio di Pizzo e una parte della segnaletica.
Ma il programma non è concluso. “Altri 500 mila euro sono in programma”, annuncia L’Andolina. Tra gli interventi previsti c’è anche una rotatoria all’altezza dell’imbocco di Punta Scrugli, considerata strategica per il traffico proveniente da Portosalvo e da Tropea: “L’abbiamo già prevista. Spero di realizzarla prima della fine del mandato, comunque è un’operazione programmata per l’anno prossimo”.
Dove interveniamo rifacciamo anche la segnaletica
Il problema della segnaletica resta però evidente su molte strade provinciali, con strisce di carreggiata cancellate, segnaletica verticale insufficiente e tratti di asfalto segnati da rattoppi. L’Andolina riconosce la criticità, ma precisa: “Le strade che ristrutturiamo vengono completate anche con la segnaletica orizzontale e verticale”. Il problema, spiega, riguarda la vastità della rete: “Non siamo intervenuti su mille chilometri di strade. Laddove non si è intervenuti, il problema esiste e lo affrontiamo con gradualità”. Tra le arterie sulle quali si è concentrata l’attenzione indica in particolare la provinciale 17 e la 95, dove “buona parte della segnaletica è stata rinnovata”.
Il presidente cita anche la rotatoria realizzata sulla 17 allo svincolo di Zungri: “Era una delle tante opere incompiute. L’abbiamo realizzata e lì non ci sono più stati incidenti”.
Le criticità sono dentro una programmazione
Ma quali sono oggi i punti sui quali la Provincia ritiene necessario intervenire? “Le criticità sono tutte affrontate nei documenti programmatori”, risponde L’Andolina. La priorità viene stabilita sulla base delle ricognizioni dell’ufficio viabilità, che valuta condizioni della strada, frequenza del traffico e altri elementi. Il presidente elenca quindi una serie di interventi già realizzati o finanziati: dai lavori sulla provinciale 47, con circa 700 mila euro, alle opere dopo gli eventi alluvionali nel territorio di Polia, fino agli interventi sulla Pizzo-Maierato e sulla provinciale 83, nel tratto che attraversa Briatico, Zambrone e Parghelia.
Senza controlli la sicurezza non basta
Ed è qui che il ragionamento si sposta dal manto stradale ai controlli. Perché una strada più sicura non può essere l’unica risposta a incidenti spesso legati anche alla velocità e alla condotta dei conducenti. L’Andolina propone una maggiore sinergia tra istituzioni: “Bisogna fare sinergia, altrimenti non si risolve il problema”. Provincia, Comuni, Anas e forze dell’ordine dovrebbero quindi ragionare insieme su presidi, controlli e interventi nei punti più esposti. Sugli autovelox, però, il presidente mette un punto fermo: “Noi non abbiamo neanche gli strumenti per gestire un autovelox”. E spiega che sulle strade provinciali non esiste un corpo di polizia provinciale operativo. Per questo, secondo L’Andolina, la questione dei controlli non può essere scaricata sulla Provincia.
Qualcosa faremo anche sulla strada del mare
Un margine di intervento, tuttavia, viene individuato. “Sulla via del mare (parliamo di Zambrone) ho già messo i dossi nel primo tratto”, afferma il presidente, aggiungendo che sarà valutata la necessità di intervenire anche nella parte terminale. “Qualcosa metterò. Altri due o tre dossi, un limite di velocità con il rilevatore: qualcosa farò”. Ma il punto, avverte, è la dimensione del problema: “È un pezzettino, sono meno di 500 metri. Su mille chilometri diventa un’altra cosa”.
La conclusione è quindi un richiamo alla responsabilità condivisa. La Provincia rivendica gli interventi sulla rete di propria competenza, ma davanti alla sequenza di incidenti che sta interessando il Vibonese serve qualcosa in più: manutenzione, segnaletica, infrastrutture, ma anche controlli e prevenzione. Perché, come lascia intendere lo stesso presidente, la sicurezza stradale non può essere affidata a un solo ente né può esaurirsi nel rifacimento dell’asfalto.



