Strage sul lavoro in Calabria, due vittime in poche ore. La Cgil: “Non è fatalità, servono più controlli”

Il sindacato esprime profondo cordoglio per i decessi di Domenico Vescio e del sessantatreenne di Monterosso, rilanciando la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti

La Calabria si ritrova a fare i conti con una drammatica scia di sangue che continua a colpire i luoghi di lavoro, registrando due vittime nel giro di pochissime ore. A perdere la vita sono stati Domenico Vescio, l’operaio che si è spento all’ospedale di Catanzaro dopo il grave incidente dei giorni scorsi a Fuscaldo, e un lavoratore di 63 anni, rimasto vittima di un tragico impatto a Monterosso Calabro. Questo nuovo e pesante bilancio si inserisce in un contesto già teso, giungendo a meno di quarantotto ore dalla marcia silenziosa contro le morti bianche organizzata dai sindacati confederali proprio nel capoluogo di regione, a dimostrazione di un’emergenza che non accenna a placarsi.

Di fronte a questa situazione, la Cgil Calabria ha espresso “immediata vicinanza” e “profondo cordoglio alle famiglie colpite”, ma ha anche sollevato una denuncia contro l’attuale modello produttivo. Secondo l’organizzazione sindacale, la ripetizione di simili tragedie “non può essere derubricata a semplice fatalità”, bensì “rappresenta la diretta conseguenza di un sistema che antepone costantemente il profitto alla salvaguardia della vita umana”. Il sindacato sottolinea come la sicurezza “venga troppo spesso considerata dalle imprese alla stregua di un mero costo da tagliare, trasformando i lavoratori in numeri sacrificabili all’interno di una complessa giungla di appalti e subappalti”.

Condizioni insostenibili

La realtà del territorio calabrese, secondo l’analisi della confederazione, “è profondamente segnata da dinamiche strutturali quali la precarietà, il lavoro povero, i ricatti occupazionali e il dumping contrattuale”. Questo scenario, unito alla “frequente formulazione di bandi basati sulla logica del massimo ribasso”, genera “condizioni operative insostenibili che alimentano lo sfruttamento e aumentano esponenzialmente il rischio di incidenti mortali”. Per contrastare alla radice questo fenomeno, la Cgil Calabria ha annunciato il rilancio della “raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti”, considerata una “battaglia di civiltà per eliminare i ribassi eccessivi e definire responsabilità chiare lungo tutta la filiera lavorativa”.

Su cosa intervenire

La richiesta del sindacato si concentra sulla necessità di una “svolta politica netta”, che “rimetta al centro la dignità e la tutela di chi lavora attraverso interventi concreti”. Tra le misure sollecitate con urgenza figurano il “potenziamento del corpo ispettivo per garantire controlli più frequenti e capillari, l’introduzione di sanzioni molto più severe per chi viola le norme vigenti, e un piano straordinario di investimenti sulla prevenzione e sulla formazione continua”. La Cgil ha concluso ribadendo che “non è tollerabile rischiare la vita per un salario e ha confermato che la mobilitazione proseguirà capillarmente in tutte le piazze e i territori della regione per fermare questa strage”.

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